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Questo articolo è stato pubblicato il 01 maggio 2014 alle ore 06:38.

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Inoltre, per fare in modo che lo strumento della sospensiva non si trasformi in un modo per dilazionare il contenzioso, si inaspriscono le sanzioni. In realtà, l'intento più generale del Governo è quello di introdurre filtri più efficaci contro tutte le liti temerarie. I vincoli già esistono nel codice – sanzione pecuniaria non inferiore al doppio e non superiore a cinque volte il contributo unificato (articolo 26, comma 2) – ma ora sono applicati in maniera blanda. Anche in questo caso ci si deve, dunque, aspettare un giro di vite.
Infine, i tanto discussi incarichi extra dei magistrati di Tar e Consiglio di Stato. Limitati ormai da tempo i ricchi arbitrati, restano comunque una serie di attività (spesso fonte di significativi arrotondamenti della non magra retribuzione) che le toghe continuano a svolgere. Anche qui Renzi ha promesso di darci un taglio.
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322mila
L'arretrato
I ricorsi pendenti nei Tar (298mila) e Consiglio di Stato (24mila)
In un anno ogni cittadino avrà il suo Pin
TRASPARENZA E INNOVAZIONE
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ROMA
Il riordino della pubblica amministrazione passa anche dalla trasparenza e dagli open data. Intesi nel senso più ampio del termine.
Il primo atto dell'attività di semplificazione e di digitalizzazione che il governo Renzi conta di mettere in campo sarà l'attribuzione di un'identità digitale unica a ogni cittadino. Che avrà dunque un Pin unico per accedere a tutti i servizi pubblici. Superando così l'attuale frammentazione tra procedure, linguaggi e sistemi informatici. Ma la strada per arrivarci si annuncia lunga per ammissione dello stesso presidente del Consiglio: «Il Pin unico ha un tempo di attuazione in via definitiva di almeno un anno – ha spiegato Matteo Renzi– non lo fai dalla mattina alla sera». Si comincerà a giugno con le prime sperimentazioni. Anche se il capogruppo di Fi alla Camera ed ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è già intervenuto per stigmatizzare una misura che «rischia di provocare una tale confusione che serviranno diversi anni per ritrovare un ragionevole orientamento».
Oltre al Pin unico per i cittadini, nella lettera che i dipendenti pubblici riceveranno nelle prossime settimane, alla voce open data, sono indicate altre sette misure. Tra cui la dematerializzazione dei documenti amministrativi e la loro pubblicazione in formato aperto
Accanto agli interventi di trasparenza vera e propria dei dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, come potrebbe essere quello di mettere online tutte le informazioni contenute nel Siope e di unificare e rendere interoperabili le banche dati di enti e società partecipate, c'è anche una spinta sulla tracciabilità delle risorse gestite dai sindacati, che saranno chiamati a rendicontare sul web ogni spesa.
Nell'elenco sono indicati anche alcuni settori da semplificare per disboscare una giungla burocratica di autorizzazioni e permessi che solo sulle Pmi pesa per 31 miliardi. Si parte dall'unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente e, passando per la «concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica» per tutte le Pa, si arriva all'accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione.
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