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Questo articolo è stato pubblicato il 31 maggio 2014 alle ore 08:11.
Visco, in ogni caso, non ha nascosto che oggi il tallone d'Achille delle imprese italiane è l'eccessiva dipendenza dal canale creditizio, spiegando che, per disporre di una struttura finanziaria allineata alla media europea, servirebbe una riduzione dei debiti finanziari e un contestuale apporto patrimoniale pari a circa 200 miliardi: «Si tratta di un obiettivo ambizioso ma alla portata delle nostre imprese, in un orizzonte di medio termine». Dal canto loro, le banche dovranno ridurre la consistenza delle partite deteriorate, al fine di liberare le risorse necessarie per finanziare l'economia. Il Governatore cita un intero «bouquet» di strumenti disponibili, tra i quali c'è anche la cessione degli attivi deteriorati. Poi ricorda la recente introduzione della nuova normativa di vigilanza in materia di governance, con le innovazioni introdotte per le banche popolari. E sottolinea che in molti casi è proprio una carenza sul fronte della governance a favorire episodi di"mala gestio".
«Si tratta di comportamenti inaccettabili» afferma, a proposito dei casi di irregolarità «di possibile rilievo penale» che la banca centrale ha rilevato e «che sono state tempestivamente portate a conoscenza dell'autorità giudiziaria, che ad esse dà seguito». Per questo motivo ieri il governatore è tornato a chiedere per Bankitalia il potere di removal (la rimozione degli amministratori quando necessario) previsto dalla direttiva europea sui requisiti di capitale.
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Giuseppe Recchi
Carlo De Benedetti
Mauro Moretti
Gabriele Galateri di Genola
Presidente Generali
Presidente Telecom Italia
Presidente gruppo L'Espresso
Ad Finmeccanica
I COMMENTI
DEGLI
IMPRENDITORI
«Bene il richiamo
alla necessità
delle riforme:
con un governo stabile
si possono fare»
«È stata una relazione
più adatta ai tempi
attuali che non
le prediche cui
eravamo abituati»
«Bene il richiamo
alla necessità
di creare un ambiente
favorevole
alle imprese»
«Dall'assemblea di
Confindustria e da quella
Bankitalia programmi
che possono dare speranza
a un'Italia che si muove»
POLITICA MONETARIA EUROPEA
Deflazione da combattere
con ogni mezzo
Nell'imminenza del 5 giugno, data nella quale il consiglio dell'Eurotower dovrà prendere importanti decisioni di politica monetaria, il governatore Visco, che del Consiglio direttivo è autorevole membro, ha sottolineato l'importanza di un'azione decisa per scongiurare il rischio di deflazione. In base alle precedenti previsioni di marzo – ha ricordato il governatore – l'inflazione si dovrebbe mantenere ben al di sotto del 2% anche nei prossimi due anni. È una prospettiva «non coerente con la nostra definizione di stabilità dei prezzi. Ove essa si confermasse, il Consiglio direttivo è deciso ad agire, anche con politiche non convenzionali, affinché nel medio periodo l'evoluzione dei prezzi non si allontani dal sentiero desiderato».
CONGIUNTURA
Stop della recessione nel 2013
Ma ripresa né rapida né facile
Lo stato dell'economia «resta fragile, in particolare nel mercato del lavoro», ha detto il governatore Visco. «La lunga recessione – ha aggiunto – si è arrestata alla fine dello scorso anno, essenzialmente grazie alla domanda estera e al ridursi della necessità di correzioni dei conti pubblici. Vi ha contribuito l'accelerazione dei pagamenti dei debiti commerciali della pubblica amministrazione». Tuttavia, ha precisato Visco, «una vera ripresa stenta ad avviarsi. Il graduale miglioramento delle aspettative tarda a tradursi in un solido recupero. La via della ripresa, non solo economica, non sarà breve, né facile. L'incertezza è insita nella transizione, rapida, verso un mondo molto diverso, più mobile e aperto, dove la tutela dei deboli deve coniugarsi con l'offerta di opportunità per i giovani».
RIVALUTAZIONE QUOTE BANKITALIA
Evitati indebiti trasferimenti
Le banche vendano presto
La riforma dell'assetto proprietario della Banca d'Italia, ha «aspetti tecnici la cui complessità ha distolto l'attenzione dagli obiettivi conseguiti», ha detto Visco. Il nuovo assetto – ha aggiunto – è «comune ad altre importanti banche centrali; ribadisce l'impossibilità per i partecipanti di influire sull'esercizio delle funzioni istituzionali della Banca». Le banche partecipanti al capitale della Banca d'Italia riceveranno dividendi per 380 milioni, sotto il limite di 450 milioni (6% capitale) stabilito dalla riforma. Allo Stato andrà l'importo residuo di 1,9 miliardi oltre a imposte per 1,6 miliardi. La riforma, ha detto Visco, «evita indebiti trasferimenti di ricchezza a vantaggio o a danno dei partecipanti» e si aspetta che questi «provvedano in tempi rapidi» a ridurre le loro quote sotto il 3%.








