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Questo articolo è stato pubblicato il 14 dicembre 2012 alle ore 08:10.

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Cosa ci faccia una trentanovenne di Giugliano in Campania che si occupa di «agenti e rappresentanti di articoli di ferramenta e di bricolage» - come risulta da una semplice visura camerale al 3 dicembre scorso - tra i soci di un «istituto per la direzione e la gestione di impresa», nessuno lo sa. In città, in regione, e neppure tra gli altri soci, tutti soggetti pubblici o giù di lì.

Né si sa quando questa trentanovenne dell'hinterland napoletano è entrata precisamente nel capitale come secondo socio dopo il Comune di Napoli.
Eppure al fianco dell'amministrazione partenopea che ne controlla il 73,33%, nel capitale della Stoà - una realtà creata sotto l'egida dell'Iri nel 1988 e poi passata di mano in mano fino a diventare una sorta di scatola vuota che serve a "tenere impegnato" un ex potente della politica napoletana, quell'Enrico Cardillo ex assessore definito "sfrantummato" (in senso figurato "scoppiato") dall'allora sindaco Rosa Russo Iervolino per essere finito nelle maglie di inchieste della magistratura (poi prosciolto) - figura anche tale Patrizia Martello che, nome omen, di professione si occupa appunto di ferramenta.

La Martello, che nessuno sa chi sia nei palazzi dell'amministrazione locale (sia che si tratti di assessori, consiglieri di maggioranza o d'opposizione, sindacalisti, professori universitari o manager d'azienda), detiene ben il 6,55% della Stoà, con sede nella prestigiosa Villa Campolieto di Ercolano. Pari a un investimento nel capitale di 250mila euro equivalenti a 675.675 azioni ordinarie. Ben più di altri soggetti presenti nella compagine: da Equitalia (4,45%) all'Università Orientale (3,13%) tanto per citarne qualcuno.
Sarà la vicinanza di Villa Campolieto a Villa dei Misteri (tutte nel comprensorio arche-momumentale più famoso al mondo), ma mistero nel mistero, spulciando sul sito della spa di Ercolano, tra i soci figura un elenco dettagliato di enti e università (Camera di commercio di Napoli; Comuni di Ercolano, Napoli, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre del Greco; Equitalia; Fondazione per le Ville Vesuviane; Provincia di Napoli; Seconda Università degli Studi di Napoli; Università degli Studi Federico II, Orientale, Parthenope, Università di Salerno) ma non la trentanovenne di Giugliano. La visura camerale segnala invece che la Martello è nel capitale almeno dal 10 maggio 2008, data del deposito dell'elenco soci alla Camera di commercio di Napoli allora presieduta da Gaetano Cola. Pochi mesi prima dell'avvento in Stoà dell'assessore dimissionario Cardillo.

La tempistica della presenza di un privato - ancorché sconosciuto ai più - nella Stoà, fissata dunque al 2008 se non prima, non è neppure compatibile con le ipotesi di un avvio di privatizzazione dell'istituto sollecitato e auspicato solo in un recente passato dall'amministrazione comunale di Napoli. E più in particolare dall'ex assessore sia della giunta Iervolino sia di quella de Magistris, Riccardo Realfonzo, dimessosi in entrambi i casi per questioni connesse proprio a Stoà e alle partecipate del Comune di Napoli. Nel primo caso, in dissenso rispetto alle dinamiche e alle strane strategie messe in essere per consentire la nomina di Cardillo a direttore generale. Nel secondo per i singhiozzi del percorso di dismissione o chiusura di una serie di carrozzoni pubblici, subìti dall'azione della giunta de Magistris, dopo che in sede di bilancio di previsione 2011, Realfonzo aveva insistito per affrontare e risolvere la questione (con tanto di voto favorevole del Consiglio comunale).

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