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Questo articolo è stato pubblicato il 01 luglio 2010 alle ore 16:38.
L'indebitamento delle famiglie italiane cresce, ma è contenuto. E ha subito una importante battuta d'arresto per la crisi. Lo ha sottolineato il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, nel corso di un'audizione in commissione Finanze alla Camera, nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva Ue sul credito al consumo. Nell'ultimo decennio, ha detto Grilli, si é registrata una marcata crescita nell'indebitamento delle famiglie», incluso quello per l'abitazione, che ha portato nel 2008 il rapporto con il reddito disponibile al 60%, il doppio di inizio decennio, quando si situava al 30 per cento.
Per Grilli, comunque «la situazione delle famiglie italiane non é mutata rispetto al resto del mondo: la posizione dell'Italia é infatti ampiamente al di sotto di quella dei Paesi a noi comparabili e alla media dell'area dell'euro, che é al 93 per cento». Quindi le famiglie del Belpaese sono comunque meno indebitate rispetto ai nuclei oltre confine.
La tendenza all'aumento ha subito «una battuta arresto importante per la crisi, e quindi c'é stata una pausa nell'aumento dell'indebitamento. Questo dà al legislatore l'opportunità di rivedere in maniera approfondita la regolamentazione perché quando l'economia riprenderà l'aumento sia fisiologico, trasparente e ben controllato, per evitare problemi gravissimi come quelli degli ultimi due anni».








