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Questo articolo è stato pubblicato il 10 settembre 2011 alle ore 16:22.
L'ultima modifica è del 10 settembre 2011 alle ore 10:22.

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Atene ha fallito l'obiettivo prefissato del 90% di adesioni dei privati allo scambio di bond greci mentre si diffondevano voci secondo cui la Germania starebbe preparando un piano B di salvataggio delle sue banche in caso di default greco.

Fonti ministeriali greche ieri parlavano del 70% di adesioni mentre altre voci bancarie delineavano un tasso al concambio da 135 miliardi di bond 2020 detenuti da intermediari privati, fino all'80%. Altri rumor cercavano di tranquillizare i mercati ipotizzando che le banche greche sarebbero pronte a coprire la quota mancante per arrivare al 90%.

Il buon esito dello scambio e la partecipazione dei privati (fortemente voluta dal cancelliere tedesco, Angela Merkel per ragioni di politica interna) è collegato al secondo pacchetto di salvataggio da 109 miliardi di euro deciso il 21 luglio a Bruxelles dei capi di stato e di governo europei.

La data ultima per aderire alle quattro opzioni contenute nello swap, che prevedono una perdita del 21% del valore dei bond, è scaduta ieri (venerdì), ma Atene, per bocca del suo ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, aveva detto nei giorni scorsi che se non si fosse raggiunta quota 90% non se ne sarebbe fatto niente.

Forse Venizelos ora cambierà idea visto che ieri i cds sui bond greci sono arrivati al record di 3.727 punti base. La maggioranza degli analisti sono infatti convinti che Atene aderirà comunque allo swap anche se non ha raggiunto quota 90% di adesioni.

«La Grecia non ha nessuna intenzione di pubblicare i dettagli relativi alla partecipazione al suo programma di swap né questa settimana né la prossima», ha detto Petros Christodoulou, capo dell'ufficio della gestione del debito greco.

La risposta alla proposta di scambio finora è stato «molto positiva», si è limitato a dire Christodolou. «Non uscirà nessuna percentuale né oggi né la prossima settimana visto che più della metà degli europei non hanno ancora risposto. È troppo presto», ha precisato il responsabile greco.
«Il concambio per 135 miliardi di euro detenuti da intermediari privati che prevede il 21% di perdite lo faranno comunque - dice Chiara Manenti, Fixed Income Strategist di Banca IntesaSanPaolo - anche con il 70% di adesioni. Resta poco chiaro se i bond detenuti dalla Bce, che non intende partecipare allo swap, siano da detrarre dai 135 miliardi di euro e calcolare la percentuale di adesione sulla quota rimanente». Secondo alcuni esperti infatti il 90% si dovrebbe calcolare al netto degli holdings della Bce che si stimano pari a 45-50 miliardi di euro di bond ellenici.

«Se non si cade troppo lontani dal 90% di adesioni allo swap non ha molto senso cancellare l'operazione di concambio come il ministro greco Evangelos Venizelos aveva paventato. Anche perché in alternativa non c'è altro che il default della Grecia», commenta Luca Cazzulani, analista di UnicreditGroup.

Oggi il primo ministro greco George Papandreou, farà un discorso di politica economica a Salonicco, per cercare di placare le proteste all'annuncio che verranno tagliati 20mila posti di lavoro del settore pubblico in poche settimane e del varo di ulteriori misure di austerità per rimettere il deficit in carreggiata. Senza queste nuove misure la troika Ue-Bce-Fmi non sborserà la sesta tranche da 8 miliardi di euro.

Una situazione di forte tensione a cui si è aggiunta la voce che la Germania starebbe preparando come dicevamo un piano di salvatggio delle proprie banche in caso di default greco. Così nella serata di ieri il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos ha definito solo «rumor» le voci di un default della Grecia durante questo weekend. «Non è la prima volta - ha detto il ministro in un comunicato - che un'ondata organizzata di rumor parla di fallimento della Grecia. È un gioco di pessimo gusto, una speculazione organizzata contro l'euro e l'Eurozona nel suo complesso». Il comunicato è arrivato in risposta a voci ricorrenti di un default. Queste voci insistono sul fatto la Grecia non avrebbe ormai più nessuna possibilità di evitare il default, soprattutto a causa della forte recessione, evidenziata dalla discesa del 7,3% annuo del Pil nel secondo trimestre. Inoltre i rumor insistono sul fatto che Berlino e Parigi diano ormai per scontato il fallimento e stiano lavorando per salvare le proprie banche, particolarmente esposte con la Grecia.


Quattro opzioni per lo swap
- La proposta di scambio riguarda tutti i titoli greci con scadenza dicembre 2020 ed è rivolta a grandi intermediari privati, forse anche ai titoli in custodia e quindi ai clienti retail. Ci sono quattro opzioni.

- Ricevere un nuovo titolo, par bond, con valore nominale al 100% del titolo ritirato in concambio con scadenza a 30 anni. Collateralizzazione a scadenza al 100% con deposito fiduciario di titoli di pari importo e scadenza con bond tripla A

- Impegno a rifinanziare i titoli in scadenza acquistando un nuovo titolo o elargendo un nuovo prestito con caratteristiche della prima opzione
La terza opzione è il cosiddetto discount bond: valore nominale pari all'80% del titolo consegnato, scadenza a 30 anni, collateralizzazione, cedola iniziale a quota 79 e step up

- L'ultima opzione è un discount amortizing bond: valore nominale dell'80%, scadenza a 17 anni con piano di rimborsi con 5 ammortamenti di pari entità dal 13° anno in avanti; collateralizzazione, cedola fissa, quota 79

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