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Questo articolo è stato pubblicato il 29 aprile 2011 alle ore 18:59.

Nell'ambito del rafforzamento del Patto di stabilità europeo definito a fine marzo dal vertice riunito a Bruxelles, si propone una regola numerica che impone ai paesi con debito superiori al 60% del Pil di ridurre lo scostamento del 5% ogni anno a partire dal 2015, pena l'apertura di una procedura di infrazione. Questa riduzione del debito «non è drammatica, se cresciamo al 2%», ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Il dato emerge da uno studio econometrico realizzato in Via Nazionale e presentato recentemente dal vicedirettore generale Ignazio Visco. Per ora, tuttavia, l'Italia cresce a una velocità che è poco sopra la metà rispetto all'ipotesi considerata da Bankitalia

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