Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 07 maggio 2011 alle ore 08:15.
Il problema è la crescita economica del sistema-Italia. Vale per il Paese e, purtroppo, anche per le grandi banche. Soprattutto per una banca-Paese come Intesa Sanpaolo che, al di là delle sue scelte di vocazione sistemica, è identificata sui mercati internazionali come un "derivato" sull'Italia per dimensioni e attività. Lo dimostrano le motivazioni della sentenza di ieri di Moody's, che ha tagliato il rating a Intesa Sanpaolo pur dopo aver conteggiato l'imminente aumento di capitale da 5 miliardi.
In discussione, a giudizio di Moody's (che, va ricordato, non è il Vangelo), sono i target reddituali della banca individuati nel piano per i prossimi tre anni «data l'ancora modesta crescita, e le prospettive incerte, per l'economia italiana». Malgrado le assunzioni di partenza del piano di Intesa Sanpaolo siano assai conservative (crescita media del Pil in Italia dello 0,8% nel triennio 2011-2013), Moody's esprime scetticismo sulla realizzabilità dei target di redditività della banca. Ed evidenzia come Intesa Sanpaolo, «malgrado la riduzione degli accantonamenti su crediti durante il 2010», abbia ancora «un livello di sofferenze superiore in misura significativa ai livelli pre-crisi». Ancora una volta, dunque, il problema della banca va cercato nella scarsa ripresa dell'economia e quindi dello stato di salute delle imprese, da cui dipende l'entità delle sofferenze.
Ormai, come dimostra il caso di Moody's su Intesa Sanpaolo, le agenzie internazionali sembrano andare oltre Basilea 3 e i requisiti patrimoniali. Le preoccupazioni, pur dati i nuovi livelli di patrimonio raggiunti dai grandi gruppi bancari, sta tutta nella ripresa dell'economia del Paese di riferimento. E per Intesa Sanpaolo, che ha circa l'80% dell'attivo concentrato in Italia, la futura salute del gruppo coinciderà sempre di più con quella del Paese.
Che la preoccupazione delle agenzie di rating sull'Italia risiedano più sullo stato di salute dell'economia che su quello delle banche – inevitabilmente destinati a convergere in una prospettiva di medio-lungo periodo, perché è impossibile pensare di avere banche sane in un Paese che non cresce – è anche il giudizio di ieri di Standard & Poor's sulla Banca Popolare dell'Emilia Romagna che ha mantenuto invariato il rating e migliorato l'outlook, aggiungendo che il gruppo data la qualità dell'attivo non ha necessità di un aumento di capitale, ma ha evidenziato «l'elevato rischio congiunturale del Paese». Indicazioni ribadite sempre da S&P anche nel giudizio di rating su una banca solida e ben posizionata come il Credem.
Il tema della rischiosità delle banche italiane, come appare chiaro dai giudizi delle varie agenzie di rating, si sta rapidamente spostando dalla scarsa patrimonializzazione – da cui ormai il sistema sembra essersi messo al riparo, con le ricapitalizzazioni volute dalle Autorità – a quello della crescita economica dell'Italia, che mina l'aumento della redditività degli istituti di credito. Nessun allarmismo, segnalano dalle agenzie di rating. Né segnali di rischio–Paese, a differenza di quanto è emerso in aree periferiche dell'Eurozona. Ma è evidente che le azioni sul rating, innescate dai timori sulla crescita, rischiano di avviare un circuito "vizioso" che porterà le banche a un incremento del costo del funding. E, a cascata, a un incremento del costo del denaro per le imprese, già sensibilmente più elevato che in Germania dato il rischio-Paese certificato ogni giorno dal differenziale Btp-Bund.
Anche dall'umore delle agenzie di rating sulle banche italiane emerge come sempre più necessaria una svolta per l'intero sistema–Paese una svolta nella crescita dell'economia.
Permalink
Listino azionario italia
Moved Permanently
The document has moved here.
Principali Indici
Moved Permanently
The document has moved here.
Moved Permanently
The document has moved here.
Ultimi di sezione
-
banche
«UniCredit più forte sul capitale con la crescita dei profitti»
-
tlc & media
Telecom, accordo sui contenuti con Mediaset
di Antonella Olivieri
-
trimestrali
Chrysler accelera nel II trimestre
di Andrea Malan
-
finanza
Mediobanca rileva il 51% di Cairn Capital. Utili in crescita del 27%, il titolo brilla in Borsa
-
la giornata dei mercati
Borse positive dopo i dati Usa, Milano +1,87%. Banche a picco ad Atene - Mediobanca fa shopping e sale (+6%)
-
ACQUISIZIONI
PartnerRe, Exor vince la partita
di Marigia Mangano









