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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2011 alle ore 14:01.

La «piega giudiziaria» presa dalla scalata a Parmalat da parte di Lactalis è «un nuovo ostacolo» sulla strada del gruppo francese, «anche se non impedisce lo svolgimento dell'Opa in corso». Le Monde mette in fila le "imboscate" tese dal governo Berlusconi per «salvaguardare l'italianità di Parmalat» e nota che il susseguirsi di «colpi di scena e trappole» fa dire a qualcuno "vicino" al dossier: «È chiaro, è proprio Lactalis a essere nel mirino».

Il cammino di Lactalis resta difficoltoso, nonostante le grandi intese franco-italiane evocate dal premier Silvio Berlusconi nel vertice a Roma con Nicolas Sarkozy a fine aprile. L'ultimo sussulto sono le perquisizioni effettuate mercoledì dalla Guardia di Finanza nelle sedi lombarde delle banche Intesa Sanpaolo, Société Générale, Crédit Agricole, Lazard, di due società di comunicazione Brunswick et Image Building e in vari domicili privati.

Queste società – spiega le Monde - hanno in comune di essere state coinvolte, in marzo, nell'acquisto da parte di Lactalis del pacchetto di azioni detenute da Parmalat nei fondi Skagen, Mackenzie e Zenit, un 15,3% che ha permesso al gruppo lattiero francese (già primo azionista di Parmalat) di arrivare al 29%.

Quattro dirigenti sono indagati per insider trading e aggiotaggio. Si tratta di Patrizia Micucci, responsabile in Italia di Société Générale, banca d'investimento consulente di Lactalis, e di suo marito, Fabio Cané, dirigente della banca Intesa Sanpaolo, che – precisa Le Monde - era impegnata a metter su un'offerta alternativa per «fare sbarramento a Lactalis». Sotto inchiesta anche Carlo Salvatori, presidente di Lazard in Italia, e Massimo Rossi, rappresentante dei tre fondi. Lactalis ha assicurato «la totale correttezza e trasparenza delle operazioni di acquisto delle azioni di Parmalat» e si è detta pronta a cooperare con le autorità.

È uno sviluppo «spettacolare» per il dossier Parmalat, scrive Les Echos, che come Le Figaro pubblica anche il seguito dato dalla Reuters: «Intesa e Societé Genérale sotto esame nell'affaire Parmalat-Lactalis». I due istituti sono sotto esame «per non avere impedito pratiche potenzialmente illegali di alcuni dei loro dipendenti».

I risultati trimestrali del gruppo italiano sono segnalati su Les Echos: «Parmalat conferma le sue previsioni nonostante un Ebitda in calo nel primo trimestre».

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