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Questo articolo è stato pubblicato il 14 maggio 2011 alle ore 16:20.

Lactalis: «La testa della Parmalat resterà in Italia. Non escluse acquisizioni mirate»Lactalis: «La testa della Parmalat resterà in Italia. Non escluse acquisizioni mirate»

La 'testa' della Parmalat resterà in Italia e non sono previste «operazioni che possano avere un impatto sui livelli occupazionali e sull'organizzazione dei siti produttivi e distributivi del gruppo di Collecchio». A specificarlo, nel documento di 115 pagine dell'Opa su Parmalat pubblicato sul proprio sito, è il gruppo francese Lactalis. La società specifica che «valuterà l'opportunità di far confluire in Parmalat le proprie attività nel settore del latte confezionato» tra le quali quelle detenute in Francia e in Spagna, «dando luogo alla creazione di un 'campione' di rilevanza mondiale con sede, organizzazione e 'testa' in Italia, in grado di confrontarsi con i maggiori operatori internazionali». Allo stato attuale invece «nessuna decisione è stata assunta dall'Offerente con riferimento a possibili fusioni, scissioni e/o riorganizzazioni aziendali riguardanti Parmalat, operazioni che non sono attualmente allo studio».

Il progetto di Lactalis per Parmalat passa anche «attraverso acquisizioni mirate». È quanto si legge nel prospetto informativo dell'Opa che partirà il prossimo 23 maggio. In particolare, i francesi, motivando l'offerta da 2,6 euro per azione, spiegano che «il progetto è volto a rafforzare ulteriormente la capacità di Parmalat di porsi come gruppo italiano leader mondiale in particolare nelle bevande a base di latte, sia attraverso un percorso di crescita organica, sia attraverso acquisizioni mirate».
Il tutto, aggiunge Lactalis, per creare «maggiori opportunità di sviluppo ed ottimizzazione delle risorse a favore di tutti gli stakeholders, in particolare gli azionisti, i produttori di latte e i dipendenti».
Il progetto è quindi «finalizzato a cogliere le opportunità di creazione di valore derivanti dai programmi di investimento di carattere strategico ed industriale avviati da Parmalat, in un arco temporale di medio-lungo periodo».

Lactalis si riserva però «di valutare l'opportunità di procedere, anche nei dodici mesi successivi alla data di pagamento, a fusioni tra società italiane facenti capo ai gruppi di appartenenza dell'offerente e dell'emittente o altre operazioni straordinarie anche al fine di favorire lo sviluppo e/o l'integrazione dei due gruppi».
«Alla data del presente documento», specifica l'offerta «non sono previste da Lactalis operazioni che possano avere un impatto sui livelli occupazionali» e sull'organizzazione «dei siti produttivi e distributivi di Parmalat». Secondo il gruppo francese, ad ora, non è stata individuata «alcuna modifica specifica né alcun cambiamento da apportare all'attuale statuto sociale dell'emittente nei dodici mesi successivi alla data di pagamento». «L'Offerente - prosegue poi il documento - per quanto di propria competenza, non intende assumere iniziative idonee ad impedire che l'emittente possa adempiere ad obblighi inderogabilmente assunti dall'emittente medesimo in dipendenza del concordato con i creditori del gruppo Parmalat in Amministrazione Straordinaria». Il progetto prevede infine la possibilità di «acquisizioni mirate».

Ghizzoni: UniCredit valuterà se finanziare Opa
UniCredit, contattata come altre banche per finanziare l'opa di Lactalis su Parmalat, deciderà nei prossimi giorni ma invita a «guardare avanti».
Lo ha detto l'amministratore delegato della banca milanese Federico Ghizzoni. «Non abbiamo preso ancora una decisione», ha spiegato Ghizzoni, «valuteremo nei prossimi giorni». «Credo - ha detto Ghizzoni - che oggi sia il tempo di guardare avanti. Parmalat è comunque un'azienda italiana, non vedo perché non debba lavorare con aziende italiane».

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