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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2011 alle ore 07:44.
ROMA. Il decreto anti-scalate diventa legge. Il provvedimento voluto a marzo dal ministro Giulio Tremonti per bloccare l'ascesa dei francesi di Lactalis è stato approvato in via definitiva dal Senato ieri. Ma la conversione in legge arriva quando ormai il provvedimento ha perso buona parte della sua utilità: al suo interno, infatti, c'è soltanto la norma che consente il rinvio delle assemblee già convocate con la possibilità di approvare il bilancio entro 6 mesi (e non più entro 4 mesi) dall'inizio dell'anno successivo all'esercizio cui si riferisce. Se la norma è servita per rinviare l'assemblea di Parmalat e dunque per prendere tempo (e alla fin fine per costringere i francesi a fare un'Opa per prendere il controllo del gruppo di Collecchio) il contenitore del decreto-legge non è mai stato integrato con ulteriori provvedimenti - come l'introduzione, nel rispetto della reciprocità, delle regole previste in Francia per proteggere le società ritenute strategiche - che il ministro Tremonti aveva promesso di adottare.
Proprio ieri è stato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, a sostenere la validità della strategia scelta dal governo italiano. Il decreto antiscalate «non è un'operazione anti-mercato», ha spiegato nel corso di una lezione presso l'università La Sapienza di Roma. «L'Opa è un'impostazione fatta per aprire i mercati e renderli più contendibili - ha spiegato Vegas rispondendo alle domande degli studenti - non è un dettato del Vangelo, è ampiamente valutabile». Secondo Vegas «anche in economia ci sono periodi di pioggia intensa in cui bisogna aprire l'ombrello per poi richiuderlo quando torna il sole: non è un'operazione anti-mercato ma serve a evitare strappi che potrebbero condurre a operazioni di mercato nocive per i risparmiatori e i consumatori». Parole che sembrano sottintendere che, comunque, una revisione della disciplina dell'Opa potrebbe (o dovrebbe) comunque essere presa in considerazione.
Tornando all'iter parlamentare del decreto anti-scalate, il testo è stato approvato con 134 sì, 12 no e 116 astenuti. Hanno votato a favore i partiti della maggioranza, ha votato contro l'Idv mentre si sono astenuti Pd, Udc-Svp-Autonomie. Le opposizioni hanno sottolineato che il decreto varato per evitare che Lactalis potesse scalare la Parmalat è diventato «inutile» dopo che il colosso francese ha lanciato l'Opa su Parmalat. Il provvedimento consente lo slittamento, da 120 a 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio 2010, dei termini per la convocazione dell'assemblea annuale anche qualora tale possibilità non sia prevista dallo statuto. (R.R.)
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