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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2011 alle ore 07:44.
Dopo il danno subito con il crack, ora arriva la beffa dell'impossibilità di aderire all'Opa di Lactalis. È la condizione dei creditori di Parmalat che nel 2005 hanno ricevuto 80 milioni di warrant con scadenza 2015 e, nel frattempo, non hanno utilizzato la facoltà di convertirli in un ugual numero di azioni ordinarie.
Infatti ben prima dell'annuncio dell'Opa, il 6 aprile, Parmalat ha comunicato che, nel rispetto della prassi prevista dal regolamento dei warrant (articolo 2 comma 5), la facoltà di esercizio era stata sospesa «sino al giorno (incluso) in cui abbia avuto luogo la riunione dell'assemblea convocata per i giorni 25, 27 e 28 giugno 2011 e, comunque, fino al giorno (escluso) dello stacco di dividendi eventualmente deliberati dall'assemblea medesima». Stacco previsto per il 18 luglio, con pagamento del dividendo il 21. Poiché l'Opa dei francesi è prevista dal 23 maggio all'8 luglio, con pagamento il 15, gli sfortunati possessori dei warrant sono tagliati fuori dall'offerta e non potranno convertire i propri titoli per incassare i 2,6 euro per azione offerti dalla società della famiglia Besnier.
Degli 80 milioni di diritti quotati emessi nel 2005, alla data del prospetto di Lactalis ne erano in circolazione 62 milioni 475 mila circa. Termini e modalità di esercizio dei warrant erano stati definiti nel regolamento approvato dal Cda di Parmalat il primo marzo 2005, quando il rastrellamento dei titoli di Collecchio e l'Opa di Lactalis erano eventualità inimmaginabili. Secondo Marco Pedretti, presidente di Azione Parmalat, associazione dei piccoli azionisti, «i titolari dei diritti sono sul piede di guerra: ci hanno già inviato decine di lettere chiedendo informazioni».
Emerge poi una curiosa circostanza: il 16 marzo, solo due giorni prima dell'annuncio ufficiale da parte di Lactalis di essere salita all'11% nel capitale di Parmalat, fu effettuata la conversione di 2,54 milioni di warrant in altrettante azioni ordinarie. Si trattò di una mossa dei francesi che faceva parte del loro piano di rastrellamento? O qualche "fortunato" era a conoscenza di informazioni rilevanti e le utilizzò?
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