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Questo articolo è stato pubblicato il 13 aprile 2012 alle ore 06:44.

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MILANO
La discussione tra i soci ieri è stata lunga e a tratti accesa, ma alla fine l'epilogo ha confermato gli umori della vigilia: il prossimo presidente di UniCredit sarà Giuseppe Vita. La designazione del numero uno di Allianz Italia e Banca Leonardo, ex presidente di Deutsche Bank, è stata unanime e ha visto d'accordo le fondazioni, i soci privati italiani e stranieri, che sempre ieri hanno sottoscritto (ma non ufficializzato) la lista dei rappresentanti in vista dell'assemblea in calendario per l'11 maggio prossimo a Roma.
La designazione è arrivata a metà pomeriggio, al termine di una lunga serie di incontri che si sono svolti nella sede milanese di via Broletto, a due passi da piazza Cordusio, otto ore di ininterrotto confronto condotto dal vice presidente Vincenzo Calandra Buonaura insieme all'amministratore delegato Federico Ghizzoni, che in queste settimane ha svolto un ruolo chiave nel sondare gli umori e mantenere compatto il fronte degli azionisti italiani ed esteri. Terminati gli incontri, gli organi della banca hanno recepito l'accordo e «il Comitato corporate governance – recita un comunicato diffuso da UniCredit in serata – ha ritenuto che, tra le persone selezionate, tutte di alta professionalità, che hanno dato la loro disponibilità, quella che meglio risponde al profilo e ai requisiti della carica sia Giuseppe Vita».
Ieri sul tavolo però non c'era solo il nome del presidente. Al vaglio degli azionisti, infatti, figurava anche la composizione del nuovo cda della banca e l'assegnazione dei 19 posti (contro i 23 di tre anni fa) all'interno del board; come previsto le due discussioni si sono sovrapposte e probabilmente proprio l'accordo sui rappresentanti ha dato il via libera a quello sul presidente: in base a quanto si apprende, nel prossimo consiglio le Fondazioni potranno contare su 7 rappresentanti, a cui si aggiungeranno presidente, ad, i due consiglieri nominati dagli azionisti privati italiani, i due del fondo arabo Aabar, quello di Allianz, i quattro rappresentanti stranieri e un indipendente.
Per quanto riguarda i nomi dei consiglieri, c'è da aspettare il deposito delle liste, previsto per oggi o al massimo per lunedì, termine ultimo, ma la fisionomia è ormai definita: accanto a Vita e Ghizzoni dovrebbero sedere per Fondazione Crt il presidente di Adr Fabrizio Palenzona e il notaio Antonio Marocco, per Carimonte il professor Vincenzo Calandra e il presidente di Valsoia Lorenzo Sassoli de' Bianchi, per Cariverona il professor Candido Fois; per le piccole dovrebbero restare nel board Francesco Giacomin (Cassamarca) e Marianna Li Calzi (Banco di Sicilia). Tra gli azionisti privati, accanto alla conferma di Luigi Maramotti dovrebbe entrare Alessandro Caltagirone, presidente di Vianini industria e vice di Unindustria Roma; nelle file degli stranieri, sembra ormai certo che uno dei due posti in quota Aabar spetti al presidente di Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, accanto all'austriaco Franz Zwickl, al tedesco Manfred Bischoff, all'inglese Anthony Wyand e alla presidente della Confindustria polacca. Per Allianz resta Helga Jung, così come l'indipendente – nella lista targata Assogestioni – dovrebbe restare Letizia Reichlin. In questo modo, con quattro donne nel consiglio, sarebbe rispettata anche la norma sulle quote rosa.
Da sciogliere resta il nodo delle vice presidenze: Fois, unico rappresentante della Fondazione Cariverona, dovrebbe svolgere il ruolo di vicario, mentre un altro vice sarà senz'altro Palenzona. Altro capitolo delicato, i rappresentanti delle piccole Fondazioni: come detto, del prossimo board faranno parte i delegati di Cassamarca e Banco di Sicilia, mentre tra tre anni dovrebbero entrare al loro posto i rappresentanti di CrTrieste e Manodori, in una sorta di rappresentanza a rotazione.
Vita è una scelta «eccellente» e una «garanzia di successo» per UniCredit, ha commentato ieri sera in un comunicato il presidente uscente, Dieter Rampl. A indirizzare un augurio di buon lavoro anche il presidente di Fondazione Cariplo e dell'Acri, Giuseppe Guzzetti.
In attesa di conoscere il nome del prossimo presidente, arrivato quasi a borse chiuse, ieri a Piazza Affari il titolo UniCredit ha chiuso a 3,22 (+0,69%).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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