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Questo articolo è stato pubblicato il 29 giugno 2012 alle ore 06:42.

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Come agli Europei di calcio, anche agli Europei del gas le semifinali si sono concluse ieri: a contendersi il trofeo – che in questo caso consiste nel diritto a trasportare il gas azero verso i mercati del Vecchio continente – saranno la Trans Adriatic Pipeline (Tap), selezionata in febbraio, e il Nabucco Ovest, versione ridotta del gasdotto che era stato a lungo appoggiato da Bruxelles come la soluzione privilegiata per realizzare il Corridoio Sud, infrastruttura che in futuro dovrebbe affrancarci dallo strapotere dei russi nelle forniture di metano.

La scelta del secondo finalista è stata annunciata ieri dal consorzio a guida Bp che sta sviluppando il giacimento di Shah Deniz, nella parte azera del Mar Caspio. In vista della seconda fase del progetto – che entro il 2017 dovrebbe aumentarne la produzione annua da 9 a 25 miliardi di metri cubi di gas – era stata indetta una gara, che si concluderà tra un anno con la selezione definitiva del percorso per esportare una parte delle nuove forniture verso l'Europa.

Per l'Italia si tratta di una partita decisiva: se la scelta cadrà sulla Tap, il metano – una decina di miliardi di metri cubi l'anno, tolta la quota trattenuta dalla Turchia – sfocerà in Puglia, elemento cruciale per soddisfare l'ambizione del nostro Paese a trasformarsi in un "hub del gas". Ad essere beneficiate sarebbero anche la Grecia e l'Albania, Paesi di transito del gasdotto progettato dalla norvegese Statoil, con la svizzera Egl e la tedesca Eon. Viceversa, in caso di vittoria del Nabucco Ovest, le forniture raggiungerebbero il terminal austriaco di Baumgarten, dopo aver attraversato Bulgaria, Romania e Ungheria. In territorio turco il problema del trasporto è già stato risolto: Turchia e Azerbaijan martedì hanno siglato l'accordo intergovernativo per la costruzione della Trans-anatolia Pipeline (Tanap).

«Con questa preselezione – si è rallegrato il commissario Ue per l'Energia Günther Oettinger – siamo un passo più vicini a portare direttamente in Europa il gas dell'Azerbaijan e di altri Paesi della regione del Caspio. Quale che sia la decisione finale sul percorso, è certo che quel gas arriverà in Europa».

Il consorzio di Shah Deniz (di cui fanno parte, oltre a Bp, anche Statoil, l'azera Socar, la francese Total, la russa Lukoil, l'iraniana Nioc e la turca Tpao) ha chiarito che la scelta del Nabucco Ovest comporta la rinuncia alla South East Europe Pipeline (Seep), progetto "low cost" che la stessa Bp aveva avanzato come possibile alternativa per la rotta verso l'Europa centrale e che consisteva nel connettere ed espandere gasadotti già esistenti. La compagnia ha ora manifestato l'intenzione di rilevare una quota del gasdotto che risulterà vincitore e molto probabilmente, afferma, vorranno fare lo stesso anche altri soci di Shah Deniz.

«La maggiore maturità del Nabucco Ovest ci dà più fiducia che il progetto possa essere realizzato e consegnato con la stessa tempistica della Fase 2 di Shah Deniz», ha spiegato il consorzio che sviluppa il giacimento. Il Nabucco Ovest – joint venture tra Rwe (Germania), Omv (Austria), Mol (Ungheria), Beh (Bulgaria), Transgaz (Romania) e Botas (Turchia) – ha in effetti già ottenuto tutti i permessi ed è in fase avanzata di progettazione, anche se è molto meno ambizioso rispetto alla versione originaria: sarà lungo 1.400 invece di 3.900 km e avrà, almeno in una fase iniziale, una portata di 10 miliardi di mc l'anno (espandibili a 23).

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