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Questo articolo è stato pubblicato il 26 settembre 2012 alle ore 11:38.
La chiusura delle borse asiatiche
SHANGHAI – I nuovi venti di crisi che soffiano dalla Spagna e le frizioni politico-diplomatiche tra Cina e Giappone mettono paura alle Borse asiatiche.
Oggi, mentre l'euro ha continuato a perdere terreno sui mercati valutari d'Oriente toccando il minimo delle ultime due settimane, sui listini del Far East si è abbattuta una pioggia di vendite come non se ne vedeva da tempo.
A farne maggiormente le spese è stata la Borsa di Tokyo che ha chiuso la seduta con una perdita del 2%, scendendo così sotto quota 9.000 punti. Le vendite si sono concentrate soprattutto sui settori più esposti a eventuali rappresaglie economico-commerciali cinesi a seguito della disputa sulle isole Senkaku-Diaoyu, vale a dire i titoli dell'automotive, delle costruzioni e dei trasporti.
Anche per l'altra contendente è stata una giornata no: la Borsa di Shanghai ha perso l'1,2%, arrestando la propria ritirata a un passo da quota 2.000 (l'indice ha chiuso a 2.004 punti) e toccando il livello più basso dal 2009.
Frattanto, il listino di Hong Kong ha contenuto le perdite allo 0,8 per cento.
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