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Questo articolo è stato pubblicato il 04 ottobre 2012 alle ore 22:31.

Ieri sera, durante il primo dibattito presidenziale tra Barack Obama e Mitt Romney, l'andamento dell'economia americana è stato il tema caldo e il perno attorno a cui hanno girato le discussioni. Oggi a Wall Street il filone è stato lo stesso: si è guardato ai numeri sull'occupazione (le richieste di sussidi sono salite meno delle previsioni; mentre il dato sulla disoccupazione di settembre è atteso per domani), a quelli sul settore manifatturiero (gli ordini alle fabbriche sono calati, ma meno delle stime), alle decisioni della Banca centrale europea e alla Federal Reserve, che nei verbali della riunione dello scorso 12 e 13 settembre ha parlato di una ripresa che dovrebbe guadagnare slancio a partire dal 2013.

Le notizie sono piaciute agli intermediari, che hanno premiato i listini con buoni acquisti: il Dow Jones ha finito in aumento dello 0,60% a 13.575,36 punti, il Nasdaq è salito dello 0,45% a 3.149,46 punti e lo S&P è cresciuto dello 0,72% a 1.461,41 punti. In generale, sono andati bene i titoli finanziari e i bancari, sostenuti da Morgan Stanley (+2,58%), in trattativa per vendere la quota di maggioranza della propria divisione che si occupa di trading di materie prime a fondi sovrani del Qatar. Bene dunque anche Jp Morgan (+2,36%), Goldman Sachs (+1,7%), Citigroup (+2,64%) e Wells Fargo (+1,5%).

Tra i tecnologici, da segnalare il rialzo di Facebook (+0,54%), che è arrivata oggi a un miliardo di utenti, di Hewlett-Packard (+0,20%), che ha trovato nel finale il colpo di reni per portarsi in attivo dopo il drammatico calo di ieri (resta comunque attorno ai minimi degli ultimi quasi dieci anni), e Google (+0,74%) che ha terminato a 768,05 dollari per azione, dopo avere toccato nel durante il nuovo massimo storico di 769,89 dollari.
Guardando agli altri mercati, sotto i riflettori c'è stato l'andamento del petrolio: dopo essere sceso durante la precedente seduta al di sotto degli 89 dollari, ha riguadagnato oggi terreno: i future a novembre hanno guadagnato 3,57 dollari, il 4,1%, a 91,71 dollari al barile, sull'attenuarsi dei timori sulla domanda. L'oro, che marcia verso quota 1.800 dollari, ha terminato in rialzo dello 0,9% a 1.796,50 dollari l'oncia. Per quanto riguarda le valute, l'euro è salito a 1,3018 dollari, mentre il biglietto verde è calato a 78,46 dollari. Per quanto riguarda l'obbligazionario, i titoli di stato americani hanno segnato un deciso calo, con i rendimenti decennali in rialzo all'1,67% e quelli trentennali in aumento al 2,88%.

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