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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2012 alle ore 10:27.

Le preoccupazioni sul futuro dell'Eurozona e dell'economia cinese tornano a condizionare le Borse asiatiche. Oggi tutti i mercati del Continente hanno vissuto negativamente la vigilia della riunione dei ministri delle Finanze dei paesi del Vecchio Continente alla ricerca di un'ennesima quadratura del cerchio sul debito europeo.

Sui listini d'Oriente ha pesato anche la riapertura della Borsa cinese, che la settimana scorsa era rimasta chiusa per il lungo ponte del Primo Ottobre. Passata la festa, l'economia cinese si ritrova con gli stessi problemi che ne hanno condizionato l'evoluzione negli ultimi mesi: crescita in rallentamento, sovracapacità produttiva, esportazioni in calo, difficoltà del settore immobiliare. Problemi che la classe politica, impegnata tra un mese in una delicatissima transizione decennale di potere, a differenza del passato questa volta non sembra in grado di risolvere. Almeno in tempi rapidi.

In questa clima di scetticismo, misto a preoccupazione per gli utili delle aziende del Dragone, le Borse di Hong Kong e Shanghai oggi hanno lasciato sul terreno rispettivamente lo 0,9 e lo 0,6 per cento. Male anche Seul, che risente particolarmente dei venti di crisi che soffiano sull'Eurozona, che ha perso lo 0,7 per cento.

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