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Questo articolo è stato pubblicato il 29 ottobre 2012 alle ore 10:48.
Negli Stati Uniti è cominciata la corsa delle big companies a elargire dividendi speciali prima di fine anno. Regali di Natale agli azionisti dopo un'improvvisa illuminazione etica della finanza? No. Molto più semplicemente è il tentativo di non finire nella trappola del fiscal cliff, quella "rupe fiscale" che tutti temono dall'altra parte dell'Atlantico.
Dal prossimo gennaio, infatti, scadranno i bonus fiscali varati dall'amministrazioni Bush e prorogati da Obama. Quindi se il presidente che uscirà vincitore dallo scontro del 6 novembre (i sondaggi tra il democratico Obama e il repubblicano Romney indicano che il duello è sul filo del rasoio) non riuscirà in tempi record a prendere contromisure in tal senso, dal 2013 l'Erario degli Usa sarà più ricco. E tutti pagheranno più tasse tanto che si teme una ricaduta sul Pil del 3%.
E pagheranno più tasse anche le aziende, dalle piccole alle grandi corporation. Per quantificare la portata del fiscal cliff, l'esempio sui dividendi distribuiti agli azionisti può essere calzante. Dal 2013 la tassazione sui dividendi azionari dovrebbe passare dal 15% al 43,4%. Considerando che in media le società che fanno parte del paniere S&Poor's 500 pagano, secondo le stime di Goldman Sachs, un dividendo pre-tasse del 2,1%, vuol dire che gli investitori riceveranno un dividendo netto dell1,8% all'attuale regime fiscale che dovrebbe scendere nel 2013 all'1,2% (se gli sgravi fiscali non saranno rinnovati). In pratica il rendimento delle cedole dei titoli azionari scenderebbe nettamente al di sotto di quello, seppur basso, oggi pagato dai titoli di Stato (i Treasury a 10 anni viaggiano intorno a un rendimento dell'1,75%).
(Non) ancora fatta la legge, trovato l' "inganno". Nel dubbio se il nuovo presidente degli Usa riuscirà a vanificare l'imminente fiscal cliff le principali aziende si stanno muovendo in anticipo. Elargendo dividendi speciali di fine anno per continuare a beneficiare della tassazione agevolata del 15%.
Wynn Resor, che ha sede a Las Vegas e gestisce i più importanti hotel-casino degli Usa, ha annunciato un payout da 750 miloni di dollari. Hospital Corporation of America Holdings (colosso Usa nell'assistenza sanitaria) ha annunciato un dividendo speciale da 1,1 miliardi di dollari mentre la chimica LyondellBasell Industries staccherà cedole agli azionisti entro fine anno per 1,6 miliardi di dollari.
A questo punto, come rileva il Wall Street Journal, è partito il gioco degli stock pickers e dei traders a intercettare in anticipo le prossime società che potrebbero annunciare speciali dividendi di Natale.
Gli operatori tengono sotto stretta osservazione in particolare le società che hanno una forte disponibilità di cassa, tendenzialmente le più generose sul fronte della redistribuzione degli utili azionisti sotto forma di dividendi.
Goldman Sachs ha recentemente pubblicato una lista di 15 società con alte potenzialità di staccare dividendi di Natale. Tra queste proprio la Wynn e la TransDigm Group (fornitore di materiali per l'industria aerospaziale) che hanno già annunciato nuove cedole prima del 31 dicembre. Nell'elenco ci sarebbero anche MasterCard e Williams Sonoma (accessori per la casa). Anche Ubs, ha pubblicato una lista di 20 società tra cui figurerebbe Limited Brands (moda e fashion). Le società interessate al momento hanno preferito non commentare la notizia.
Del resto, è una storia già vista. Anche nel 2010 si temeva per un mancato rinnovo degli sgravi fiscali. Allora, 14 big companies decisero, nel dubbio di pagare più tasse, di staccare cedole straordinarie negli ultimi tre mesi dell'anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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