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Questo articolo è stato pubblicato il 08 dicembre 2012 alle ore 08:19.

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MILANO.
La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio a nuovo processo, la sentenza della Corte d'appello di Milano del 30 maggio scorso relativa al processo sulla tentata scalata di Unipol a Bnl nel 2005. In secondo grado, l'ex Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e altri 10 imputati erano stati assolti dall'accusa di aggiotaggio per il tentativo di scalata di Unipol a Bnl. Sono state invece confermate le condanne inflitte agli ex vertici di Unipol, Giovanni Consorte (un anno e sette mesi) e Ivano Sacchetti (un anno e sei mesi), accusati di insider trading (abuso di informazioni privilegiate).
Oltre a quella dell'ex Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, ad essere annullate dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione sono state le assoluzioni riguardanti gli immobiliaristi Danilo Coppola, Giuseppe Statuto e Stefano Ricucci, il parlamentare Vito Bonsignore, il finanziere Emilio Gnutti, i fratelli Ettore e Tiberio Lonati, il banchiere Guido Leoni, l'amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri, l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone.
La Quinta sezione penale della Cassazione, presieduta da Giuliana Ferrua, ha così accolto il ricorso del sostituto procuratore generale, Vito D'Ambrosio, che giovedì, nel corso dell'udienza, aveva chiesto di annullare le assoluzioni. Secondo la sua tesi «non ci sono dubbi sulla sussistenza del concorso di tutti nel reato di aggiotaggio», ovvero del tentativo di inquinare con false informazioni i valori dei titoli di Borsa, in modo che Unipol riuscisse ad acquistare Bnl, al di là - ha detto D'Ambrosio - «della prova dell'esistenza del patto parasociale».
Per Fazio e gli altri imputati, tuttavia, non ci sarà tempo per celebrare un nuovo processo d'appello. Secondo i calcoli della stessa Cassazione, i fatti vanno in scadenza il 19 dicembre prossimo, e quindi si terminerà con la prescrizione, anche se questa pronuncia non impedisce eventuali richieste di risarcimento in sede civile.
Con la sentenza del 30 maggio scorso, la Corte di Appello aveva di fatto ribaltato il giudizio di condanna di prima istanza emesso nel 2011 dalla prima sezione penale dello stesso tribunale. Nel processo di primo grado, conclusosi ad ottobre 2011, il Tribunale di Milano aveva disposto per l'ex Governatore Fazio e gli altri dieci imputati condanne fino a 3 anni e 7 mesi, riconoscendo a tutti il reato di aggiotaggio.
Nel giudizio di secondo grado, invece, la sentenza di condanna venne completamente riformata. La seconda sezione della Corte d'Appello di Milano, presieduta da Flavio Lapertosa, assolse l'ex Governatore e gli altri dieci imputati per l'insussistenza del fatto, ovvero il reato di aggiotaggio manipolativo e informativo. Per i giudici di Milano non era stata raggiunta la prova di un accordo tra Unipol, «le banche amiche» e i cosidetti controppatisti per garantire «ad Unipol l'influenza dominante su Bnl». In quell'occasione furono ridotte anche le pene per Consorte e Sacchetti (condannati rispettivamente a tre anni e dieci mesi e a tre anni e sette mesi in primo grado). Ieri dunque la sentenza della Corte di Cassazione, che annulla le sentenze di assoluzione e rinvia tutto a nuovo processo. Su cui però pende la scure della prescrizione che maturerà il prossimo 19 dicembre.
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LE TAPPE PRECEDENTI DELLA VICENDA

APRILE 2004
BbvA, Generali e la Dorint di Diego Della Valle firmano un patto parasociale sul 28,39% di Bnl
LUGLIO 2004
Debutta il «contropatto», che raccoglie all'inizio il 13,55% di Francesco Gaetano Caltagirone, degli immobiliaristi Danilo Coppola e Giuseppe Statuto e di Vito Bonsignore, Ettore Lonati e Giulio Grazioli.
MARZO 2005
Bbva, forte del suo 14,9% e del patto di sindacato, lancia un'offerta pubblica di scambio sul 100% di Bnl
MAGGIO-GIUGNO 2005
il 13 maggio arriva il via libera della Banca d'Italia; tre giorni dopo entra in gioco Unipol: comunica di possedere l'1,97% di Bnl, chiede e ottiene l'autorizzazione a superare il 5%. L'1 giugno è al 9,99% e poco dopo può salire al 14,99%. Intanto Palazzo Koch autorizza Bbva a raggiungere il 29,99% della stessa Bnl.
LUGLIO 2005
Il 18 luglio Unipol annuncia un'Opa da 4,9 miliardi di euro; si scioglie il «contropatto», che vende il proprio 27,5%. Attraverso una serie di accordi, Unipol risulta controllare il 41,96% di Bnl.
AGOSTO 2005
Si chiude con un fallimento l'offerta di Bbva: le adesioni si fermano allo 0,848%, la banca spagnola rinuncia. Arriva l'ok di Antitrust e Consob all'Opa dei bolognesi, ma il 23 settembre il presidente Giovanni Consorte viene sentito in Procura a Roma.
DICEMBRE 2005
Il 15 dicembre Consorte è iscritto nel registro degli indagati, il 16 dicembre tocca al governatore di Bankitalia Antonio Fazio, che si dimette il 19 dicembre.
FEBBRAIO 2006
Bankitalia blocca l'opa il 3 febbraio: il giorno stesso Bnp Paribas rileva il 48% di Bnl e lancerà l'opa che sancirà il passaggio di proprietà
OTTOBRE 2011
Al termine del processo di primo grado, per reati che vanno dall'aggiotaggio all'insider, vengono condannati Fazio, Consorte, Sacchetti, Cimbri, Caltagirone, Ricucci, Coppola, Gnutti, Bonsignore, Leoni e i fratelli Lonati.
MAGGIO 2012
Il 30 maggio la sentenza del processo d'Appello ribalta tutto: assolti Fazio, Caltagirone e gli altri imputati, confermate solo le condanne di Consorte e Sacchetti.

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