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Questo articolo è stato pubblicato il 25 gennaio 2013 alle ore 12:20.

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Trentasei soci iscritti a parlare, con il tetto massimo di 10 minuti a intervento. A Siena l'assemblea straordinaria è durata svariate ore, dalle 10 di mattina, e alla fine ha approvato il varo dei Monti-bond da 3,9 miliardi.

Nell'auditorium di Viale Mazzini – sul palco Alessandro Profumo e Fabrizio Viola – va in scena uno psicodramma dai forti connotatati "senesi" che tuttavia proietta su scala nazionale una crisi di cui si sta occupando l'intero vertice istituzionale del paese.
Profumo ha ribadito la difesa della banca, ha denunciato gli eccessi dei toni con cui la vicenda viene trattata, e ha ribadito la possibilità che possa essere promossa un'azione di responsabilità verso la precedente gestione, guidata da Giuseppe Mussari.

«Mi riservo di tutelare la nostra reputazione, rispettabilità ed onerabilità nelle sedi competenti se vengono espressi giudizi sulle persone» ha detto Profumo commentando alcuni interventi di piccoli azionisti che avevano espresso giudizi pesanti e formulato accuse sul suo precedente operato in Unicredit. «Prego di prestare attenzione a ciò che si dice. Nessuno può pensare di venire qui, dire quello che vuole magari ed essere ripreso in un momento di visibilità pubblica».

Il primo a parlare è stato "Grillo Giuseppe", per delega di altro socio. «Bisognerebbe chiamare tutti i segretari del Pd dal ‘95 a oggi e fargli delle domande: qualcuno dovrà dire dove sono andati questi soldi. Chi doveva controllare, Draghi, la Tarantola, la Consob? È uno dei buchi più grossi in Italia e in Europa e abbiamo bisogno di risposte» ha detto Grillo, che ieri sera ha tenuto un lungo comizio nella piazza del Mercato. «Alessandro Profumo lo conosco, è di Genova come me, faceva il casellante (in realtà faceva il cassiere, ndr) e studiava la notte. Ma ha un curriculum completamente inadatto per questo ruolo perchè è indagato per frode fiscale; oppure potrebbe essere quello giusto in questa situazione».

Poi un botta e risposta tra i due. Il leader del movimento a 5 stelle parlando ai soci ha lanciato l'allarme di «un buco nei conti di 14 miliardi di euro, bisogna subito aprire un'inchiesta». Dichiarazione che ha fatto subito intervenire il presidente Profumo che ha chiesto: «Mi dica da dove viene questa indicazione? Qui non c'è nessun buco».
L'associazione dei piccoli azionisti del Montepaschi intanto si scaglia contro le maxi-retribuzioni ai dirigenti e gli eventuali bonus in favore dei manager della banca "mentre molti dipendenti sono stati costretti all'esodo".

In apertura di assemblea anche un fatto di cronaca. C'è stato infatti anche un presunto furto di tablet, con Profumo chiamato a difendere la reputazione della banca. Il piccolo azionista Romolo Semplici ha iniziato il suo intervento denunciando animatamente la sparizione del suo tablet in sala. «Presidente - ha detto Semplici - sono stato derubato del mio tablet. È uno scandalo che accada proprio qui, e la dice lunga su questa banca». «Mi spiace - ha replicato subito Profumo - ma questa non è colpa della banca, ma dei suoi soci».

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