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Questo articolo è stato pubblicato il 13 marzo 2013 alle ore 10:01.

Dopo Intesa, anche Ubi chiude il bilancio 2012 con il ritorno all'utile – 82,7 milioni, dopo il rosso di 1,8 miliardi del 2011 determinato dalle rettifiche su avviamenti e altre attività intangibili – e conferma la cedola di cinque centesimi, che comunque aveva distribuito anche l'anno scorso.

Negativa la reazione di Piazza affari, evidentemente colpita dal calo del 7,7% del margine d'interesse e di risultati del IV trimestre, che si è chiuso in rosso per 140 milioni. Alle 13 il titolo, dopo essere finito in asta di volatilità, perdeva oltre 6%.

Nei conti approvati ieri sera dal consiglio di gestione e diffusi questa mattina, si vedono i risultati del piano di razionalizzazione dell'attività del gruppo, che ha visto ridurre significativamente i costi (-6,2% gli oneri operativi sul 2011, -5,1% considerando i 101,9 milioni legati agli incentivi all'esodo varati con l'accordo sindacale del novembre 2012) e alleggerire gli impieghi: con la doppia leva del de-risking (uscita da settori a maggiore rischiosità e da reti distributive terze) e del de-leveraging (riduzione degli impieghi verso le Large Corporate), a fine 2012 gli impieghi verso la clientela ammontavano a 92,9 miliardi di euro, in diminuzione del 6,8% nei dodici mesi e del 2,1% rispetto a settembre 2012. Al tempo stesso è cresciuta l'incidenza della componente "core" sul totale degli impieghi alla clientela, passata al 75% di fine 2012 dal 74% di fine 2011 (era il 70,5% a fine 2010), "a conferma delle azioni intraprese di dismissione/riduzione dei business legati alla clientela "non core" e della vicinanza della banca alle economie di riferimento", sottolinea il gruppo in una nota.

Soprattutto grazie al risultato dell'attività finanziaria , pari a 257,3 milioni di euro - di cui 109 realizzati nel 4° trimestre dell'anno -, il risultato della gestione operativa migliora del 20,1% e sale a 1,25 miliardi. Resta elevato, comunque, il peso delle rettifiche di valore nette su crediti, salite a 847,2 milioni contro i 607,1 milioni del 2011, definendo un costo del credito dello 0,91% del totale impieghi (anche a seguito della riduzione degli stessi), rispetto allo 0,61% rilevato nel 2011.
Gli indici patrimoniali: a fine 2012 il Core Tier 1 si attesta al 10,29% rispetto all'8,56% del 2011, il Total capital ratio al 16,01% rispetto al 13,50% di fine 2011 (quest'ultimo essenzialmente grazie all'emissione di 1,2 miliardi di Lower Tier 2 effettuata a ottobre 2012). In base all'esercizio EBA, il Core Tier 1 si attesta al 9,16% (rispetto al 9% richiesto).

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