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Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2013 alle ore 22:14.

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L'agenda Monti è l'unica strada perseguibile per l'Italia e da lì si dovrà partire: «alternative radicali a questa strategia non le vedo». Il ministro dell'economia, Vittorio Grilli, indica così la rotta che il prossimo governo dovrebbe seguire, forte del fatto che «la prudenza fiscale e le riforme strutturali già messe in opera sono la base per il futuro». Intanto, sempre da Washington, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, afferma che con la spesa allegra non si favorisce la crescita ma anche che non bisogna essere talebani nella lettura delle ricette di austerità.

Grilli e Visco hanno appena terminato di prendere parte ai lavori del Fondo Monetario Internazionale e in una conferenza stampa congiunta fanno gli auguri e le congratulazione a Giorgio Napolitano appena rieletto al Colle. «Non si torna a crescere spendendo allegramente. Si cresce se si eliminano i vincoli alla crescita, che non sono legati solo al bilancio pubblico nominale», mette in evidenza il numero uno di Via Nazionale a margine dei lavori. Secondo il governatore «una lettura meno talebana dell'austerità è utile. È vero che si può agire su composizione della spesa e che, come chiede Draghi, occorre ridurre le tasse. Ma si deve dire che c'è una stella polare: i conti devono essere in ordine e il vincolo di bilancio va rispettato». È quindi importante - spiega Visco - recuperare la fiducia. «La variabile fondamentale è il disavanzo», e in questo l'Italia è abbastanza "virtuosa", anche se non è quello imposto dalla lettera della Bce.

«La crisi è grave ma non è stata causata dalla correzione di bilancio», aggiunge Visco, mettendo in evidenza come «il debito italiano non può che scendere, di certo non salire». «La strada del risanamento fiscale e delle riforme, anche se complicata, difficile e faticosa» è l'unica strada da seguire: «Nè in queste riunioni nè in Europa ho sentito altre ricette», afferma Grilli, sottolineando che con un debito al 130% l'Italia «non ha molti margini di manovra. Il tipo di approccio è un approccio obbligato. I nostri margini sono quelli che ci lascia il mercato». Visco si sofferma anche sul sistema bancario italiano: siamo sicuri che le banche italiane resteranno robuste: le banche stanno facendo uno sforzo per coprire il più possibile con le riserve le poste deteriorate, afferma Visco. «Siamo sicuri che il combinato disposto della correzione dal lato delle banche e dell'azione di supervisione della Banca d'Italia sia in grado di mantenere il sistema finanziario robusto, competitivo e in prospettiva redditizio».

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