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Questo articolo è stato pubblicato il 31 maggio 2013 alle ore 06:47.

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ROMA
L'incertezza sulle nomine per completare il vertice di Finmeccanica durerà almeno fino ai primi di luglio. Dopo il rinvio delle nomine dei due consiglieri di amministrazione, tra i quali dovrebbe essere scelto il nuovo presidente, annunciato dal ministero dell'Economia poche ore prima dell'assemblea dei soci svoltasi ieri, è emerso che la nuova assemblea per le nomine sarà convocata nella prima metà di luglio, e si terrà il 4 in seconda adunanza.
Con gli effetti negativi che questo comporta sia presso gli investitori, sia verso i grandi gruppi dell'aerospazio come Eads e Bae Systems che stanno ridiscutendo assetti e alleanze in Europa senza coinvolgere Finmeccanica, della quale si ignorano i piani strategici.
Parlando del «processo di ricomposizione dell'industria della difesa europea» l'amministratore delegato e direttore generale, Alessandro Pansa, ha detto che «l'Europa è il punto centrale per Finmeccanica». Però su Alenia aeronautica ha rilevato che «la partecipazione ai programmi di Airbus non è come quella con Boeing», il gigante americano. Pansa ha ricordato i progressi nella produzione per il B787 «da tre serie al mese a quasi sette» e ha spiegato che «Boeing lancerà un nuovo 777, stiamo discutendo con Boeing per valutare la nostra partecipazione». Quanto all'industria europea, Pansa ha osservato: «Non so se non aver fatto parte di Airbus sia un bene o un male, è una decisione che è stata presa dall'Italia quando ero sui banchi del liceo. Il nostro rapporto con Airbus è sensibilmente migliorato nel corso di quest'anno, la nostra partecipazione all'A380 è strutturalmente in perdita per l'entità. La partecipazione all'A321 è passata da margini negativi a margini positivi».
Un punto interrogativo riguarda come sarà ridisegnato il portafoglio industriale di Finmeccanica, frammentato in troppe attività che né i deboli risultati economici complessivi (nel 2012 il gruppo ha perso 828 milioni di euro, dopo il rosso di 2.345 milioni del 2011) né la posizione finanziaria del gruppo, definita «solida» da Pansa, consentono di sostenere. «Siamo fiduciosi di poter vedere un bilancio 2013 non negativo», ha osservato.
Pansa ha confermato la necessità di «un progetto di partnership con soggetti terzi in Italia o in Europa» nel settore ferroviario per AnsaldoBreda, che presenta forti perdite e «con 650-700 milioni di fatturato diventa difficile competere con soggetti terzi».
Non ha scoperto le carte sul controverso programma di cessioni che riguarda Ansaldo Energia, per la quale c'è un forte interesse della coreana Doosan, tutto è congelato in attesa di indicazioni dal governo. «Non siamo qui a dismettere per fare cassa, ma – ha puntualizzato – abbiamo il dovere di individuare e segnalare le modalità per definire strategicamente il nostro perimetro». Alla domanda di un azionista su Ansaldo Energia, Pansa ha risposto: «È un'azienda che continua a generare ricavi e profitti ma soffre, come molti concorrenti, di una situazione di difficoltà perché il mercato delle turbine elettriche sta subendo una contrazione».

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