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Questo articolo è stato pubblicato il 10 luglio 2013 alle ore 08:18.

Asia, investitori cauti in attesa di Bernanke e BoJ. Cala l'export cinese a giugno e Tokyo chiude a -0,39%

TOKYO - L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso oggi in calo a -0,39%, in una giornata in cui si è mosso sostanzialmente in una fascia di oscillazione ristretta, dopo la ripresa di oltre 360 punti del giorno precedente, la relativa stabilità del cambio dello yen con il dollaro intorno a quota 101 e la precedente avanzata di Wall Street. Gli investitori in Asia non hanno mostrato grande interesse a prendere posizioni spiccate, visto che l'attesa è grande per il discorso del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, mentre la Banca del Giappone ha appena iniziato il suo nuovo comitato sulla politica monetaria.

A movimentare la giornata sono stati nuovi dati macroeconomici provenienti dalla Cina, ancora una volta risultati inferiori alle attese, tanto che hanno compresso l'iniziale tendenza rialzista in vari mercati. L'export cinese è calato in giugno del 3,1% (dopo essere salito a maggio dell'1%) e anche le importazioni sono diminuite (dello 0,7%). Il surplus commerciale cinese è aumentato a 27,13 miliardi di dollari rispetto ai 20,43 miliardi di maggio. Ad ogni modo, sembra confermarsi una debolezza della domanda interna cinese e anche di quella globale. Nell'ultimo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale il Giappone è uno dei pochissimi le cui prospettive siano migliorate: rispetto al precedente rapporto, le previsione sul Prodotto interno lordo di quest'anno sono state ritoccate al rialzo fino al 2% (da 1,6%); al contrario le stime per la Cina sono state ridimensionate da un 8% al 7,8%. Il report non nasconde, comunque, i rischi connessi all'Abenomics e alla sue politiche monetarie fiscali molto espansive in un Paese caratterizzato da un altissimo indebitamento pubblico.

La riunione-chiave della Banca del Giappone si concluderà domani: le aspettative prevalenti sono comunque di una conferma delle attuali strategie, nel quadro dei segnali di miglioramento dell'economia e di relativa stabilizzazione di mercati. Tra l'altro, gli ultimi dati sul credito bancario indicano che i volumi dei prestiti sono aumentati in giugno del 2,2%, il che rappresenta il più rapido tasso di espansione degli ultimi quattro anni. La stessa banca centrale ha reso noto oggi che il Corporate Goods Price Index è salito in giugno dell'1,2% (il maggior guadagno dal novembre 2011), in parte a causa dello yen debole che gonfia i prezzi all'import (+11,7%). Tra i titoli in evidenza oggi in Borsa, spicca quello del colosso della grande distribuzione Aeon, dopo l'annuncio di profitti lordi per il trimestre chiusosi a maggio in aumento del 5% al record del periodo primaverile. Nel complesso, le oltre 50 maggiori società del retail hanno accresciuto di circa il 4% i loro utili lordi, tra i primi segnali di una ripresa dei consumi.

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