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Questo articolo è stato pubblicato il 11 luglio 2013 alle ore 16:40.

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Accordo sui derivati tra Usa e Unione europea. Al via la vigilanza incrociata

NEW YORK - Dopo un anno di negoziati intensi e complessi, c'è l'accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sui derivati. In base all'intesa, definita da alcuni osservatori una pietra miliare, le autorità sulle due sponde dell'Atlantico accettano di considerare "essenzialmente identiche" le rispettive norme volte a regolare il mercato degli swap da 633.000 miliardi di dollari.

L'importanza storica dell'accordo è data dai rischi legati alle attività di trading eseguite in Europa negli anni passati e che hanno alimentato la crisi finanziaria esplosa nel 2008. Le attività a Londra del colosso assicurativo AIG hanno messo in ginocchio il gruppo. Le perdite da trading da 6 miliardi di dollari registrate da JP Morgan dalla cosiddetta "Balena di Londra" avevano sollevato dubbi che l'assunzione di rischi eccessivi potesse arrivare come uno tsunami fino alle coste americane.

"Le nostre discussioni sono state lunghe e quanche volta difficili ma sono sempre state costanti e collaborative", ha dichiarato il Commissario europeo per il mercato interno Michel Barnier, che solo un mese fa aveva definito "imperfetto" l'approccio dell'americana Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l'agenzia indipendente che regola il mercato dei future e delle opzioni.

In base all'accordo, la CFTC permetterà alle banche statunitensi operanti nell'Unione europea di attenersi ad alcune delle regole locali ritardando il rispetto di altre. Così facendo, viene meno per le società finanziarie l'onere di seguire due differenti impianti normativi. Per gli swap che devono essere dirottati verso una clearinghouse, si appllica la regola più severa ma non viene indicata una tempistica. Ai gruppi americani inoltre viene permesso l'uso di piattaforme di trading europee fino almeno al marzo 2014, quando l'Ue spera di adottare nuove norme.

"In molti casi, le regole finali sono essenzialmente identiche anche se i calendari regolamentari non sono sempre sincronizzati", ha riferito la Commissione europea. Dal canto suo il presidente della CFTC Gary Gensler ha spiegato che l'intesa "è un altro passo significativo nel nostro percorso comune volto a portare trasparenza e a ridurre i rischi su scala globale nel mercato degli swap".

L'intesa risponde alle preoccupazioni delle autorità americane in merito a scorciatoie regolamentari che permetterebbero alle società americane di effettuare operazioni altamente rischiose in territorio europeo ma contemporaneamente fare affidamento su una rete di salvataggio a spese dei contribuenti americani.

Sia negli States sia in Europa vengono "condivisi obiettivi comuni per garantire che alle controllare americane attive all'estero e al personale europeo non venga permesso di operare al di fuori di importanti riforme [riconosciute] nell'ambito del G20".

L'approvazione ufficiale dell'accordo da parte della CFTC è prevista domani, quando scade l'esenzione dalle regole sulle transazioni per operatori esteri come Deutsche Bank o le controllate straniere delle banche americane.

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