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Questo articolo è stato pubblicato il 14 agosto 2013 alle ore 06:44.

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Unipol si prepara ad impugnare il decreto di sequestro preventivo disposto dal giudice Silvia Salvadori su richiesta dei pm, Vittorio Nessi e Marco Gianoglio. La compagnia assicurativa che ieri in Borsa ha pagato l'intervento della procura sui beni di Fondiaria Sai, aveva già annunciato alla vigilia di voler tutelare i propri interessi. E in ragione di ciò i legali si starebbero organizzando per impugnare l'atto. I tempi non sono strettissimi e l'esame della questione riprenderà approfonditamente a valle della settimana ferragostana. D'altra parte, considerando le ferie, ossia la tregua dell'attività giudiziaria che vige dal 1 agosto al 15 settembre, c'è tempo fino al 25 settembre per presentare il ricorso che, anche se depositato adesso, non verrebbe discusso fino al prossimo mese. Intanto, però, la decisione sarebbe stata presa.
Sull'onda, forse, anche della reazione del mercato alla notizia del sequestro. Con il listino che ha chiuso in progresso dello 0,68%, e il concorrente Generali in rialzo dell'1,12%, Unipol ha perso il 2%, Fondiaria Sai l'1,92% e Milano Assicurazioni il 2,4%. D'altro canto, fanno notare gli operatori, che restano comunque concentrati sulla prossima integrazione tra le compagnie assicurative, il decreto di sequestro disposto per tutelare i vecchi azionisti di Fondiaria dai danni provocati dalla famiglia Ligresti e dai sui manager grazie ai magheggi contabili sul bilancio 2010 del gruppo va a colpire principalmente la società assicurativa. La procura ha stimato il danno nell'intorno dei 251 milioni e ha figurativamente messo i sigilli a un pezzo di patrimonio di Fondiaria che, stando alle valutazioni di Scenari Immobiliari (quella che firmava le perizie per i Ligresti), nel 2010 valeva complessivamente 215 milioni. Come noto si tratta di cinque alberghi, Il Principi di Piemonte di Torino, il Golf Hotel Campiglio di Madonna di Campiglio, il Naxos Beach dei Giardini Naxos, l'hotel Varese e il Grand Hotel Fiera Milano (il Tanka Village non poteva rientrare tra gli asset poiché è gestito da Atahotel ma è di proprietà dell'Enpam). E proprio il fatto che siano state "congelate" quattro attività commerciali, il Grand Hotel Fiera è chiuso, su un patrimonio immobiliare che sfiora i 3 miliardi del quale buona parte messo a reddito, è l'aspetto che ieri, nei corridoi di Unipol, in molti avrebbero commentato con una certa contrarietà. Va detto che nel decreto è specificato chiaramente che «viene concesso il sequestro preventivo dell'immobile senza che tale provvedimento ablativo debba incidere sull'attività aziendale a cui gli stessi beni sono adibiti». In altre parole, il provvedimento non avrebbe dovuto in alcun modo intralciare l'operatività degli alberghi. Qualche contraccolpo, tuttavia, potrebbe però esserci stato, considerato che Atahotel, la società che controlla e gestisce le strutture, avrebbe inviato a tutti i principali tour operator una lettera nella quale rassicurava sull'apertura degli hotel. Contraccolpi, in ogni caso, tutti da verificare.
Intanto, però, Unipol sta ragionando sul come procedere all'impugnativa del sequestro. Riflessione che, al momento, non stanno ancora compiendo i legali dei Ligresti che, seppure intenzionati promuovere ricorso, sarebbero attualmente concentrati sulle misure cautelari adottate nei confronti dei loro assistiti. «Le misure cautelari personali sono la priorità assoluta», ha spiegato a Radiocor l'avvocato Luigi Tizzoni, legale di Salvatore (che è ai domiciliari). «Stiamo preparando il ricorso in Cassazione rispetto alla decisione del Tribunale del Riesame. Il termine per presentarlo è il 19 agosto», ha spiegato Tizzoni. I giudici del Riesame la scorsa settimana hanno respinto le richieste degli avvocati, confermando quindi gli arresti per gli indagati. I legali si avviano inoltre a presentare un ricorso al Riesame anche per Giulia Ligresti, che non era stato presentato nella prima tornata. I Ligresti e gli ex-manager Fausto Marchionni, Emanuele Erbetta e Antonio Talarico sono agli arresti dal 17 luglio scorso, nell'ambito dell'indagine per falso in bilancio e manipolazione di mercato in relazione al bilancio Fonsai 2010.
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