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Questo articolo è stato pubblicato il 30 settembre 2013 alle ore 19:43.
L'ultima modifica è del 29 settembre 2013 alle ore 08:43.

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Giovanni Bazoli (a sinistra) e Carlo Messina (Imagoeconomica)Giovanni Bazoli (a sinistra) e Carlo Messina (Imagoeconomica)

Enrico Cucchiani resterà in Intesa Sanpaolo per altri sei mesi. Ieri sono arrivate le sue dimissioni da amministratore delegato della banca, ma secondo quanto risulta a Radiocor il manager sarà legato alla banca ancora per un periodo attraverso un rapporto nel quale pur mantenendo la carica di direttore generale, che aveva in quanto amministratore delegato, sarà privo di qualunque potere e delega. Il periodo, a quanto si apprende, servirà a Cucchiani per maturare i requisiti pensionistici. In questi sei mesi, la banca potrà avvalersi della collaborazione del manager.

Cucchiani si è dimesso da consigliere delegato di Ca' de Sass ieri. La notizia è stata ufficializzata in serata da un comunicato stampa della società. Prima il consiglio di gestione ha preso atto delle dimissioni di Cucchiani, poi la Sorveglianza, in una seduta fiume che si è chiusa intorno alle 22,30, ha nominato Messina – che mantiene la delega alla Banca dei Territori - e assegnato il posto vacante in CdG (quello di fatto lasciato da Messina, visto che i manager sono tre oltre al ceo) a Francesco Micheli. Stamane, in apertura di una seduta pesante per la Borsa di Milano e in particolare per le banche, il titolo Intesa Sanpaolo ha ridotto le perdite al 3,5% dopo aver ceduto il 5% in apertura.

In una nota emessa in mattinata Intesa Sanpaolo precisa che «Enrico Tommaso Cucchiani ha lasciato ieri la carica di Consigliere Delegato e CEO, dopo aver conseguito i risultati attesi in una fase di perdurante criticità sistemica, alla luce della necessità per la Banca - nel contesto economico attuale e prospettico - di un maggior grado di incidenza sulle dinamiche operative aziendali e di raccordo delle azioni strategiche e gestionali, al fine di accelerare l'effettiva realizzazione delle potenzialità del Gruppo». Nella nota la banca aggiunge che l'istituto «ha reputato che, in coerenza con tale necessità, il profilo ottimale per l'assunzione delle funzioni di Consigliere Delegato e CEO fosse quello di Carlo Messina, Direttore Generale Vicario della Banca».

Durante i consigli di ieri si sarebbe parlato anche di governance; intorno alla nomina di Micheli in Cdg, invece, sarebbe nato un certo dibattito dentro al consiglio, non per la figura in sé, stimata, ma per il fatto che in questo modo la Banca dei Territori perde un posto dentro al consiglio deputato alla gestione; per questo, si apprende, ci sarebbe stata l'astensione di un consigliere di Sorveglianza, Pietro Garibaldi.

Il vertice di Intesa Sanpaolo ha deciso di accelerare i tempi per il ricambio al vertice convocando i consigli già per stasera d'urgenza a Milano per approdare a una soluzione a mercati chiusi, prima della "tempesta perfetta" che si preannuncia per domani, con la crisi di governo alle porte e l'aria di downgrade che soffia sull'Italia. I due board si sono riuniti al termine di una domenica insolitamente convulsa, tra il rientro di Cucchiani in Italia da New York, l'incontro con il presidente del CdS Giovanni Bazoli e del Cdg Gian Maria Gros-Pietro per definire le condizioni d'uscita, poi le telefonate dei due presidenti ai consiglieri per la convocazione d'urgenza a Milano.

In ogni caso, a quanto si apprende, restano confermati gli altri appuntamenti della settimana, cioè il confronto di domani tra i presidenti delle Fondazioni azioniste e l'altra riunione dei consigli di martedì, due appuntamenti in cui – oltre all'avvicendamento del ceo – si parlerà anche di governance, con il progetto di avviare la riforma dello statuto eliminando il duale.

Il nodo buonuscita

Ieri il presidente del Consiglio di gestione, Gian Maria Gros-Pietro si era limitato a un «no comment», ma sull'uscita di Enrico Cucchiani ormai sembrava solo questione di dettagli. Sul capitolo buonuscita molte illazioni si sono avvicendate nelle ultime ore; quel che è certo è che, secondo quanto risulta dai contratti stipulati tra le parti, all'ormai ex amministratore delegato dell'istituto sono stati riconosciute due annualità, pari dunque a 3,6 milioni di euro.

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