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Questo articolo è stato pubblicato il 10 agosto 2014 alle ore 08:12.
L'ultima modifica è del 10 agosto 2014 alle ore 13:57.

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Ancora scintille, questa volta dopo il default. Tra il governo argentino e il giudice americano Thomas Griesa la tensione sale alle stelle.
L'oggetto del contendere, ancora una volta, è il pagamento dei tango bond non ristrutturati. Nell'udienza di venerdì sera a New York, tra l'Argentina e gli hedge funds, convocata dallo stesso Griesa per trovare una soluzione al conflitto tra le parti, il divario si è allargato.
Griesa ha avvertito le autorità di Buenos Aires che se non smettono di diffondere «dichiarazioni false ed ingannevoli» sulla causa dovrà dichiarare «oltraggio alla corte».
Il magistrato si è riferito a una serie di annunci pubblicati dall'Argentina sulla stampa americana, così come a dichiarazioni della presidente Cristina Fernandez de Kirchner e del suo ministro dell'Economia, Axel Kicillof, nei quali si affermava che Buenos Aires ha effettuato i pagamenti dovuti ai detentori dei bond, che però sono stati bloccati da Griesa stesso con una decisione definita illegittima, che è anche alla base di una denuncia presentata contro il governo americano presso la Corte Internazionale di Giustizia (Cij) dell'Aia.
«Pagare una parte dell'obbligazione non vuole dire pagare tutte le obbligazioni», ha sottolineato il giudice, in riferimento agli 1,6 miliardi di dollari che l'Argentina deve pagare a quegli "hedge fund" che non hanno accettato i concambi del 2005 e 2010, che Buenos Aires «continua ad ignorare» malgrado la sentenza sia stata confermata da una corte d'appello e dalla Suprema Corte. Griesa ha dichiarato che «solo un pagamento effettuato in accordo con le decisioni della Corte è legittimo, e questo non è avvenuto». Ed ha invitato le parti a riprendere le conversazioni con lo "special master" Daniel Pollack, di cui l'Argentina ha chiesto invano la sostituzione sostenendo che ha dimostrato di non essere imparziale.
Lo special master Pollack ha aggiunto che continuerà a convocare ulteriori incontri per trattare fino a che una soluzione non sarà raggiunta.
Buenos Aires insiste nel sostenere che è irregolare il blocco, deciso dal giudice, di oltre 500 milioni di dollari depositati presso la Bank of New York Mellon per pagare i detentori di bonds che hanno accettato gli swap del 2005 e 2010. Perciò ha chiesto ai possessori di bond di denunciare la banca e lo stesso Griesa. Non solo, anche al governo di Barack Obama di intervenire direttamente nella vicenda. La principale contestazione sostanziale degli argentini poggia sull'indisponibilità a rimborsare integralmente gli hedge funds, fondi avvoltoio che hanno acquistato i titoli a prezzi stracciati e ora chiedono il rimborso facciale.
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