Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 30 ottobre 2014 alle ore 09:28.
L'ultima modifica è del 30 ottobre 2014 alle ore 12:25.

My24
(Ansa)(Ansa)

Le azioni di Fiat Chrysler Auto hanno aperto in rialzo Piazza Affari il giorno dopo l’annuncio della quotazione di Ferrari. Lo scorporo dalla società della casa di Formula 1 quindi sta avendo finora un effetto positivo sulle quotazioni delle azioni della società guidata da Sergio Marchionne. Tuttavia, a metà giornata, le azioni sono scivolate in territorio negativo (con perdite inferiori rispetto all’indice generali), colpite dal trend ribassista dei mercati.

Resistono in rialzo invece le aizoni di Exor, la holding della famiglia Agnelli, diventerà socio diretto.

andamento titoli

Intanto si rincorrono le voci sul valore di Ferrari, in particolare del 10% di azioni che Fca ha deciso di quotare sia sul mercato italiano che su quello statunitense.

Secondo i primi calcoli la separazione del 10% di Ferrari da Fca (Fiat Chrysler Automobiles) dovrebbe portare nelle casse del costruttore ormai italo-americano circa 1,2 miliardi di euro, incluso il debito della “Rossa”.

Questa la stima di alcuni analisti interpellati da “Radiocor”, che concordano nel ritenere l'operazione «molto positiva» in quanto, assieme al convertendo fino a 2,5 miliardi di dollari, contribuisce, almeno nel breve-medio termine, ai problemi di finanziamento del gruppo a sostegno dell'attuazione dell'ambizioso piano industriale al 2018 da circa 48 miliardi di euro annunciato lo scorso maggio, che punta a portare le vendite a 7 milioni di unità, dai 4,4 milioni del 2013.

Il divorzio dalla “Rossa”, la cui attuazione è attesa nel 2015, prevede per il 10% della casa di Maranello una doppia quotazione, negli Usa e su un altro listino europeo, mentre la quota restante che fa capo a Fca (80% perche' l'altro 10% è detenuto da Piero Ferrari) sarà distribuito gratuitamente ai detentori delle azioni del Lingotto.

Non si sa ancora, perché «è troppo presto», come ha risposto a un analista l'a.d. di Fca e presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, se per Maranello varrà il diritto di doppio voto che hanno gli azionisti di lungo periodo di Fca. Il valore del titolo Ferrari «oscillerebbe tra i 6 e i 3 dollari per azione», stimano gli analisti di Morningstar. Lo spin off della Ferrari e' stato accolto con estremo favore dal mercato, che ha visto un aumento superiore al 10% dei titoli Fca (che a Wall Street scambiano a 10,97 dollari) e del 7% per la capogruppo Exor a cui confluira' una ampia fetta delle azioni del Cavallino.

«È appropriato che proseguiamo percorsi separati per Fca e Ferrari, un vero brand del lusso», ha affermato Marchionne commentando l'operazione e rilevando che «sarà il mercato a valutare la Ferrari. Penso che saremo sorpresi positivamente». Il valore dell'intera Ferrari, stimano in generale gli osservatori, si colloca all'incirca tra 6 e 8 miliardi di dollari. Ferrari è un gioiello della corona del gruppo (iscritta per quasi 1,2 miliardi nel bilancio 2013 di Fiat Chrysler) e l'a.d. Marchionne, che ha sostituito di recente al vertice della “Rossa” Luca di Montezemolo (in carica dal 1991), aveva finora detto che non era in vendita anche se a settembre le ipotesi su una ipo sono cresciute nettamente a seguito dell'uscita di Montezemolo, che si era sempre detto contrario a portare in Borsa la Ferrari. E proprio a settembre gli analisti del Credit Suisse avevano calcolato in poco meno di 8 miliardi l'enterprise value di Ferrari e Maserati.

Lo scorso maggio, in occasione del piano industriale, Marchionne aveva indicato agli investitori di ritenere il valore congiunto dei due marchi in circa 10 miliardi di euro. La Fiat di Marchionne si è riportata al 90% del capitale di Ferrari nel 2010 dopo una serie di passaggi azionari nello scorso decennio. Nel 2002 c'è stato l'acquisto da parte di un consorzio guidato da Mediobanca del 34% di Ferrari per 775,2 milioni di euro (una boccata d'ossigeno per le casse del Lingotto) con il progetto di arrivare alla quotazione entro un anno. Fiat riacquisto' poi nel 2006 da Mediobanca e dagli altri partecipanti al consorzio 2,3 milioni di azioni Ferrari, pari al 28,63% del capitale, a un prezzo di esercizio pari a circa 892 milioni di euro, in forza di un'opzione prevista dal contratto siglato quattro anni prima. Con quella quota Fiat era risalita all'85% di Ferrari. Un altro 5%, pari a poco piu' di 400mila azioni, era stato venduto a Fiat dagli arabi di Mubadala nel terzo trimestre 2010 per oltre 122 milioni di euro.

Commenta la notizia

Listino azionario italia

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

Principali Indici

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

Shopping24

Dai nostri archivi