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Questo articolo è stato pubblicato il 14 maggio 2012 alle ore 14:04.

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Una regione sotto tiro, con un Pil atteso in calo (-0,7%) per il 2012, circa 6mila posti di lavoro persi l'anno scorso, la Cig cresciuta di oltre l'11% rispetto al 2010, la crisi Fincantieri chiusa con un accordo che prevede 330 esuberi. Senza dimenticare il credit crunch, che allarma soprattutto le piccole imprese.
E ora l'attentato a Roberto Adinolfi che – dice il presidente di Confindustria Liguria, Sandro Cepollina – «ci ha gettati in una situazione di drammaticità incredibile. L'ipotesi di una matrice ideologico-politica ci riporterebbe a una storia tragica già vissuta e di cui la memoria è ancora fresca» (si veda l'articolo nella pagina politica).

La regione è sotto shock per l'efferato attentato di lunedì all'ad di Ansaldo Nucleare a Genova, ma mostra in queste ore un'inedita capacità di reazione. La voglia di cambiamento attraversa anche la politica, in attesa del ballottaggio del 20-21 maggio tra Marco Doria ed Enrico Musso, che si contendono la carica di sindaco di Genova. Ed è un genovese doc come Beppe Grillo a smuovere il panorama politico italiano. Altro che regione dai ritmi lenti.

Emerge la volontà di lottare: «Noi imprenditori liguri – rileva il presidente di Confindustria Liguria – non molliamo. Abbiamo tutta la voglia di fare e di rimetterci in gioco. E questo vale anche per chi non è più giovanissimo». Da chi vincerà a Genova «ci attendiamo che sottolinei l'importanza che deve essere data al manifatturiero».

La Cgil ha parlato di passaggio «dalla stagnazione alla recessione» nel corso di quest'anno, ma i segnali di riscossa non mancano. Il comparto marittimo-portuale e il turismo stanno mostrando trend in recupero, l'export già nel 2011 è cresciuto rispetto all'anno precedente «e la Liguria può ancora esprimersi tantissimo da questo punto di vista», aggiunge Cepollina.

Dal canto suo, la Regione cerca di sostenere l'internazionalizzazione delle imprese. Per il governatore, Claudio Burlando, è fondamentale il supporto che sta fornendo la struttura regionale Liguria International. La società (partecipata da Filse, la finanziaria dell'ente col 52% e dalle Camere di commercio locali) ha appena terminato una missione Shanghai, dove ha portato 19 aziende liguri e si appresta a partecipare, con il ruolo di capofila nazionale per i settori della nautica e della logistica, alla missione Stato-Regioni-sistema camerale, che si svolgerà in Brasile dal 21 al 25 maggio. I partecipanti liguri saranno 15, tra imprese e compagini che rappresentano aziende (tra queste ci sono Ligurian ports, Ucina, Distretto delle tecnologie marittime della Spezia). «La regione – dice Burlando – è già orientata verso i mercati internazionali. Ospita aziende che vendono all'estero o a clienti esteri: Piaggio Aero, Fincantieri, Ansaldo Sts, tutte le imprese che lavorano nel porto e nella logistica e quelle della nautica. Poi ci sono realtà che operano sul territorio e sono a partecipazione straniera, come la centrale Tirreno Power di Vado, per metà dei francesi (di Gdf Suez), Bombardier o la Maersk, per far solo un nome tra i tanti dello shipping. Inoltre Ericsson e Siemens stanno preparandosi ad aprire siti sulla collina degli Erzelli, dove sorgerà un polo dell'hi-tech. Bisogna, poi, sottolineare il ruolo internazionale dell'Iit, l'Istituto italiano di tecnologia. E occorre considerare il mercato del turismo, che non va all'estero ma lavora in gran parte con clienti stranieri e nel 2011 ha tenuto proprio grazie a loro».

Franco Aprile, alla guida di Liguria International, conferma: «Ogni anno portiamo dalle 300 alle 350 aziende all'estero per incontri business to business. E il 20% circa di queste imprese riscontra, poi, risultati significativi sul fatturato, in conseguenza dei contatti stretti nel corso dei viaggi». La strada è aperta. I compagni di avventura verso l'estero devono soltanto aumentare.

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