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Questo articolo è stato pubblicato il 14 agosto 2011 alle ore 14:16.

Contributo di solidarietà triennale, a partenza immediata e uguale per tutti, dai dipendenti del settore privato ai pensionati, dagli autonomi agli statali, con clausola di salvaguardia a quota 165mila euro.

La pubblicazione della manovra di Ferragosto (decreto legge 138/2011, sulla «Gazzetta Ufficiale» 188 del 13 agosto 2011) ha definitivamente chiarito i contorni del prelievo straordinario chiesto ai redditi superiori a 90mila euro. Confermata la disciplina unica per dipendenti privati e autonomi (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri), e la deducibilità del contributo dal reddito degli anni successivi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha chiarito ieri che il meccanismo si applicherà allo stesso modo anche ai dipendenti statali e ai pensionati, interessati finora dai contributi straordinari introdotti ad hoc nelle manovre estive di questo e dello scorso anno. Per i manager pubblici la novità è solo procedurale, perché il contributo non si tradurrà più in una trattenuta in busta paga ma in un aumento d'imposta.

Prevista, inoltre, una clausola di salvaguardia: se dall'applicazione del contributo deriverà un aggravio di prelievo superiore a quello che si determinerebbe applicando un'aliquota Irpef del 48% a tutti i redditi oltre 75mila euro, al posto del contributo di solidarietà il contribuente potrà optare per un'imposta calcolata su quello scaglione superiore.
Lo spartiacque, secondo i primi calcoli, dovrebbe essere fissato a quota 165mila euro (la tabella sotto ne tiene conto). In questo caso, il contributo aggiuntivo è la differenza tra quanto si paga con l'ultaliquota al 48% e quanto si pagherebbe con la richiesta normale del 43 per cento. Per i calcoli definitivi, però, occorrerà definire i dettagli dell'attuazione, e le modalità di intervento della clausola di salvaguardia sul montante del reddito.

Il contributo di solidarietà partirà da subito, vale a dire dall'anno d'imposta 2011, e sarà triennale. In deroga allo Statuto del contribuente, che impedirebbe di cambiare le regole fiscali con effetto retroattivo, l'emergenza chiede ai redditi alti di impegnarsi da subito, per avere un effetto di cassa importante già nel 2012. L'anno del debutto, anzi, sarà il più "caro", in virtù del meccanismo pensato dalla manovra bis. Il contributo di solidarietà chiede il 5% delle quote di reddito superiore a 90mila euro, e il 10% di quelle che superano i 150mila; il conto presentato ogni anno si traduce in una deduzione dal reddito dell'anno successivo, in modo da attenuare il carico definitivo. Il primo anno, però, ovviamente la deduzione non scatta e il contributo sarà chiesto "al lordo".

La triennalizzazione aumenta il conto complessivo della «solidarietà» chiesta ai redditi alti per puntellare i conti pubblici impegnati verso il pareggio di bilancio. Si assuma per esempio una dichiarazione da 150mila euro all'anno: nel 2011, il versamento è di 3mila euro, che si traduce in un abbattimento del 43% (l'aliquota marginale più alta) sul reddito dell'anno successivo. In tre anni, di conseguenza, la richiesta non è di 9mila euro (cioè tre volte gli 8mila euro pagati la prima volta), perché la deduzione si traduce in uno sconto fiscale e il conto finale netto arriva a 5.130 euro, cioè di 1.710 euro all'anno. Il meccanismo così concepito determina una progressività non solo in termini assoluti: lo scalino più forte si incontra naturalmente sopra i 150mila euro, quando scatta il taglio del 10% anziché del 5% come accade sotto questa quota, ma lungo tutta la gerarchia dei redditi il contributo sale sia in valore assoluto sia in termini di percentuale sul dichiarato.

Alla solidarietà, necessaria per arrivare al pareggio di bilancio, contribuiranno in misura doppi a deputati, senatori e tutti i membri degli organi costituzionali: senza alcune effetto a fini previdenziali, per onorevoli e senatori scatterà già dal 2011 e per tre anni una riduzione del 10% delle retribuzioni o indennità di carica superiori a 90mila euro lordi annui per la parte che va da 90 a 150mila euro oltre questa cifra scatterà il taglio sarà del 20 per cento. Anche in questo gli onorevoli contribuenti avranno garantito ce il trattamento economico complessivo non potrà essere comunque inferiore a 90mila euro lordi annui.

Contribuenti dai redditi d'oro e politici non saranno comunque sullo stesso piano sull'entrata in vigore del contributo. Per i componenti degli organi costituzionali, infatti, il taglio dei loro trattamenti economici scatterà dal mese successivo a quello dell'entrata in vigore della legge di conversione del nuovo decreto. Per tutti gli altri contribuenti il contributo decorrerà genericamente già da quest'anno. Il che potrebbe anche voler dire che il primo effetto della "solidarietà" potrebbe vedersi già nelle prossime buste paga. Infatti un contribuente con soli redditi di lavoro dipendente potrebbe versare il contributo per l'intero anno 2011 con trattenute sul cedolino e un conguaglio di fine anno che tenga conto dei mesi arretrati. Per gli autonomi, invece, l'appuntamento alla cassa potrebbe essere fissato con l'acconto di novembre e il saldo al momento della dichiarazione che presenterà nel 2012.
Ma per conoscere quali saranno le modalità di versamento del contributo, che dovranno contemperare esigenze di cassa dell'Erario con esigenze di semplificazione per sostituti e contribuenti, sarà necessario attendere il decreto attuativo dell'Economia previsto dalla manovra correttiva.

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