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Questo articolo è stato pubblicato il 23 giugno 2011 alle ore 12:58.

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Fisco afghano Anno-zero: i Talebani esattori fiscaliFisco afghano Anno-zero: i Talebani esattori fiscali

Il programma di rieducazione per accompagnare i Talebani dalla guerriglia islamica alla vita civile democratic-style, ha iniziato a muovere i primi passi e a sollevare già i primi dubbi. I talebani già rieducati, infatti, e destinati a rivestire il ruolo di polizia locale, non sembrano inclini ai nuovi usi. Lo prova il fatto, anzi, i fatti, che da mesi i nuovi gendarmi municipali sparsi nei villaggi hanno iniziato a riscuotere loro stessi le tasse, applicando persino una aliquota, il 10per cento, sui singoli guadagni.

La rieducazione degli ex-guerriglieri afghani vinti, cioè i talebani, oramai ex, condotta dalle special forces statunitensi, con coordinamento interalleato e sotto gli occhi attenti dell’Onu, ha iniziato a mostrare i primi frutti. Per i risultati, invece, si dovrà attendere. Comunque, ad oggi, la novità vera è che gli ex talebani, un tempo dediti solo a dettare, a loro modo, la legge coranica su tutto il territorio, ora sono addestrati e riconvertiti, e presto, entro pochi mesi, forse ancora un anno, saranno reinseriti con pieno diritto all’operatività ovunque nel Paese. Con quale qualifica? Ecco, questa è la novità che lascia molti osservatori meravigliati, e non solo. Infatti, più di 6mila ex combattenti talebani, prima gestori della forza, quindi tenutari del terrore e, al termine della saga, persino resistenti, ebbene presto saranno chiamati a formare i ranghi della nascente polizia municipale, o locale, insomma territoriale. Naturalmente, percepiranno uno stipendio pari alla metà di quello dei loro futuri colleghi appartenenti alle forze ordinarie di sicurezza che operano nelle aree più urbane. Problemi per il diverso trattamento remunerativo? Nient’affatto. Anzi, alcune centinaia di ex talebani, già sul campo con la qualifica di membri della polizia locale, hanno già posto un rimedio, al gap reddituale. In che modo? Semplice, riscuotendo le tasse.

La parabola fiscale dei Talebani, da guerriglieri a esattori delle tasse – Peraltro, una riscossione applicata con metodo, e con rigore, persino con un piglio solidale. Innanzitutto, non in modo casuale ma applicando una flat tax del 10per cento esigibile, in qualunque momento, da ogni singolo residente, con o senza famiglia, con o senza lavoro, purché abbia una fonte di guadagno che generi un quantum apprezzabile, quindi visibile. Insomma, chi è alla fame è risparmiato.

Occhio alla ricchezza dei neoesattori – La legge islamica, persino interpretata nella maniera più chiusa, rigorosa e inespugnabile, ha comunque un caposaldo proprio riguardo il prelievo fiscale. Per dettato, equivale al 10 per cento. E’ una norma, non è certo una invenzione dei nuovi talebani-esattori del fisco. A seguire, sul sistema fiscale da adottare, se fermo sul 10 per cento o più variegato, spetterà al Parlamento la decisione. E per finire, la stima fatta in questi giorni dagli esperti di contabilità afghana ha rivelato ai gestori del reintegro degli ex-guerriglieri un rischio sottovalutato, forse per eccesso di fiducia. Considerando, infatti, il reddito medio nelle aree agricole di quasi 1000 dollari a famiglia, riscuotere il 10per cento frutterebbe più di 600milioni di dollari l’anno. Un tesoretto che in molti ritengono più che sufficiente per convincere molti guerriglieri a ripensare alla rispettiva rieducazione, magari spingendoli a posticiparne la conclusione. Forse è bene non rischiare, quindi che si pensi quanto prima alla definizione del sistema fiscale afghano.

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