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Questo articolo è stato pubblicato il 23 febbraio 2013 alle ore 15:20.

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Alla vigilia ci si domandava se la vera Italia somiglia di più a quella che ha vinto bene la prima del Sei Nazioni con la Francia o a quella che ha perso male, sei giorni dopo, in casa della Scozia. Alla luce di questa brutta partita degli Azzurri, che all'Olimpico hanno ceduto 9-26 al Galles (primo tempo 6-9), sembra che il momento dell'ottimismo sia definitivamente svanito.

Come gioco e come risultati torniamo indietro di qualche anno, rivediamo una squadra poco incisiva, distante dai livelli di eccellenza. Sbagliamo tanto e, tra l'altro, non solo si ripresenta un vecchio problema, quello del mediano di apertura, ma ne viene fuori uno che non era tanto logico aspettarsi: come è già successo a Edimburgo, al momento la nostra mischia lascia a desiderare. Di sicuro non ha aiutato l'assenza per squalifica di Parisse, ma non è quella la causa di tutti i mali.

A parte l'8-38 subìto nel 2005 da un Galles che avrebbe finito per vincere il grande Slam, questa è la peggiore sconfitta interna arrivata per mano dei Dragoni nel corso del torneo. E non è che oggi loro abbiano fatto meraviglie. D'altronde, pioggia, terreno pesante, palla scivolosa non erano le premesse migliori per una partita scintillante sul versante tecnico. Fatto sta che i rossi campioni uscenti hanno svolto il loro compito, anche con umiltà quando era il caso, mantenendosi più lucidi e sbagliando meno degli uomini di Jacques Brunel. Che, oltretutto, non si sono quasi mai resi pericolosi, anche perché sui punti d'incontro la difesa degli ospiti è riuscita spesso a prevalere.

Difficile trovare qualcosa da salvare, in questa Italia, anche se ha concluso il primo tempo a tre sole lunghezze dagli avversari e, proprio in avvio di ripresa, ha avuto una... palla-meta sfuggita in avanti a Benvenuti, vittima - lui come tanti altri - dell'effetto saponetta. Anche su quello specifico aspetto, peraltro, loro sono stati più bravi e hanno contenuto il numero di palloni persi in avanti.

Dopo un botta e risposta tra Halfpenny e Burton nei primi 10 minuti di gara, i primi segnali negativi sono venuti da una mischia chiusa che ha preso in rapida successione due calci contro, il secondo da posizione piazzabile: e Leigh Halfpenny (alla fine 6 su 7 per lui, votato anche man of ther match) non ha sbagliato. A metà del primo tempo ancora avanti azzurri in sofferenza, ancora penalty, ancora Halfpenny.
Palla in mano, l'Italia prova ad attaccare, per esempio con Vosawai, ma viene respinta. Burton prova e fallisce un drop, poi, poco prima della mezz'ora, centra i pali su un'infrazione "una tantum" del pack ospite. Potrebbe essere il segnale di un'inversione di tendenza, ma ci fermiamo lì. E va già bene, perché un paio di occasioni nel primo tempo ci sono ancora, ma a favore del Galles.

Ricominciamo nella metà campo avversaria, ma dura poco. Un altro drop fallito da Burton (non c'erano le condizioni, ma questo è forse un segno di frustrazione), e poi subiamo la prima meta. Piuttosto imbarazzante, perché su un calcio a seguire Gori (che sembrava pronto alla presa) viene ostacolato da Burton, che commette una sorta di velo a scapito del compagno. La palla rimane lì, in terra di nessuno, e a raccoglierla arriva Jonathan Davies. Meta e trasformazione, primo vantaggio significativo (16-6), che si ridimensiona solo un po' per il terzo e ultimo calcio di Burton. Sono passati 50 minuti, nella mezz'ora finale l'Italia non segnerà più. Il Galles, invece, aggiunge tre punti con Halfpenny e poi capitalizza anche un giallo a Castrogiovanni, punito per ripetute infrazioni della mischia. Il capitano esce e Cuthbert segna quasi subito la seconda meta, inserendosi alla perfezione in un'azione veloce condotta con fin troppa facilità.
A venti minuti dal termine abbiamo già il finale. Il resto è poca cosa, al limite della noia per i 60mila dell'Olimpico. C'è stato tutto il tempo per pensare alla prossima trasferta. Domenica 9 marzo, in casa dell'Inghilterra, servirà ben altro per non finire sballottati.

La partita
Italia-Galles 9-26. Per l'Italia: 3 calci piazzati (Burton). Per il Galles: 2 mete (J. Davies, Cuthbert), 4 calci piazzati (Halfpenny), 2 trasformazioni (Halfpenny). Calci fermi: Burton 3 su 3; Halfpenny 6 su 7. Cartellino giallo a Castrogiovanni.

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