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Questo articolo è stato pubblicato il 09 giugno 2014 alle ore 11:11.
L'ultima modifica è del 09 giugno 2014 alle ore 14:19.

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Agli albori del calcio moderno, gli Stati Uniti dimostrarono di voler fare sul serio. Uruguay, estate 1930: nel primo campionato mondiale della storia del pallone, la selezione a stelle e strisce raggiunse il gradino più basso del podio, battuta soltanto dall'Argentina (pure se sonoramente, 1-6) nelle semifinali. Da allora, altre due partecipazioni meno fortunate (1934 e 1950, fuori al primo turno), poi il grande silenzio che durò fino agli anni Novanta, quando prese forma il ritorno in grande stile della nazionale Usa nelle competizioni internazionali. Prima alla fase finale dei mondiali e subito dopo nella Concacaf Gold Cup, il torneo riservato alle rappresentative del Nord e Centro America, che dalla prima edizione (1991) vede la formazione statunitense tra le assolute protagoniste. Da Italia '90 a Brasile 2014: gli Stati Uniti non mancano una qualificazione da 24 anni. Per loro, vale però la regola del gambero. Ogni volta che hanno fatto un passo avanti, ne hanno fatti due indietro. Fuori al primo turno nel '90, come nel '98 e nel 2006. Agli ottavi invece nel '94 e nel 2010. Il risultato migliore degli ultimi 20 anni, nel 2002, quando The Stars and Stripes venne fermata ai quarti di finale. A Sudafrica 2010, una vittoria e due pareggi. Al turno successivo, la battuta d'arresto con il Ghana, che passa ai quarti nei tempi supplementari. In Brasile, per rompere l'incantesimo del gambero.

Nel quarto e ultimo turno di qualificazione della zona centroamericana, la selezione guidata dal c.t. tedesco Jürgen Klinsmann - due volte vincitore della Coppa UEFA (una con l'Inter) quando ancora faceva girare la testa ai difensori delle squadre avversarie ed ex tecnico della nazionale tedesca e del Bayern Monaco – non ha iniziato nel migliore dei modi. Prima gara e prima sconfitta, contro l'Honduras in trasferta e pur essendo passata in vantaggio con un gol del solito Dempsey. Quindi, la ripresa. In fila arrivano quattro vittorie e un pareggio. A San Josè, in Costa Rica, poco dopo il giro di boa del ritorno, la seconda e ultima caduta. Seguiranno tre successi in altrettante gare e gli Usa potranno addirittura permettersi di festeggiare lo sbarco in Brasile senza badare al risultato dei costaricensi nell'ultima giornata del gruppo.

Il faro della nazionale a stelle e strisce è sempre lui, Clint Dempsey, una seconda punta che ha speso la parte più importante della carriera in Premier League, al servizio soprattutto del Fulham (complessivamente, quasi 6 stagioni). Al suo fianco, Klinsmann schiererà molto probabilmente l'attaccante di 24 anni Josmer Altidore, capace di passare dai 23 gol segnati due anni fa con la maglia del club olandese Az Alkmaar all'unica rete messa a registro nell'ultima stagione con il Sunderland. A dettare i ritmi di gioco, ci sarà poi un ex conoscenza del calcio di casa nostra, quel Michael Bradley che fino al gennaio 2014 giocava nella Roma e che poi è passato al Toronto per 8 milioni di euro. In difesa, due i giocatori di maggiore affidamento: il 26enne Fabian Johnson, titolare nell'Hoffenheim (Bundesliga) da tre stagioni, e il 28enne Geoff Cameron, dall'estate 2012 punto di riferimento nella retroguardia dello Stoke City (Premier League).

IL CAMMINO
Gli Stati Uniti sono stati inseriti nel gruppo G della fase a gironi insieme con Germania, Portogallo e Ghana. Questo il loro calendario: 16/6 Ghana-Stati Uniti; 22/6 Stati Uniti-Portogallo; 26/6 Stati Uniti-Germania.

I CONVOCATI
Portieri: Howard (Everton), Guzan (Aston Villa), Rimando (Real Salt Lake).
Difensori: Beasley (Puebla), Cameron (Stoke City), Johnson (Hoffenheim), Gonzalez (Los Angeles Galaxy), Besler (Sporting Kansas City), Chandler (Norimberga), Brooks (Hertha Berlino), Yedlin (Seattle Sounders).
Centrocampisti: Bradley (Toronto), Jones (Besiktas), Beckerman (Real Salt Lake), Bedoya (Nantes), Zusi (Sporting Kansas City), Diskerud (Rosenborg), Davis (Houston Dynamo), Green (Bayern Monaco).
Attaccanti: Dempsey (Seattle Sounders), Altidore (Sunderland), Wondolowski (San Jose Earthquakes), Johannsson (AZ Alkmaar).

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