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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2014 alle ore 15:57.
L'ultima modifica è del 10 ottobre 2014 alle ore 17:19.

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Cos'è l'ebola?
L'Ebola è un'infezione virale altamente letale ed estremamente contagiosa, che può uccidere fino al 90% delle persone che la contraggono.

Quando è stato scoperto il virus?
L'Ebola è apparso per la prima volta nel 1976 simultaneamente a Nzara, in Sud Sudan, e a Yambuku, nella Repubblica Democratica del Congo. L'ultimo caso di quell'anno venne registrato in un villaggio vicino al fiume Ebola, da cui la malattia ha preso il nome.

Come nasce un'epidemia?
Il serbatoio naturale del virus Ebola sembra essere un tipo di pipistrello o altri animali che vivono nella foresta. Non accade spesso che le persone contraggano il virus dal contatto con animali infetti. Ma una volta contagiate, si ammalano gravemente e possono trasmettere l'infezione ad altri esseri umani. Ci sono cinque ceppi diversi del virus Ebola: Bundibugyo, Ivory Coast, Reston, Sudan e Zaire, così chiamati a seconda del rispettivo luogo di origine. Quattro di questi cinque ceppi hanno causato la malattia negli esseri umani. Il sottotipo Reston invece non è patogeno per l'uomo.

Come viene trasmesso il virus?
L'Ebola non è come l'influenza. Non ci si può ammalare sedendo accanto a una persona malata sull'autobus. Le persone, in Africa, si ammalano perché hanno accudito un familiare o un paziente malato e sono venute a contatto con sangue, secrezioni e altri fluidi biologici infetti. L'epidemia può diffondersi anche nelle strutture sanitarie quando manca un adeguato controllo delle infezioni e le condizioni igienico-sanitarie sono insufficienti. Inoltre la pratica tradizionale del lavaggio dei defunti prima della sepoltura costituisce una delle principali forme di contagio e ha avuto un ruolo non trascurabile nella diffusione di questa epidemia.

Quando la malattia è contagiosa?
I livelli viremici e quindi il rischio di trasmissione sono maggiori nelle fasi avanzate della malattia. Il rischio di trasmissione in un ospedale attrezzato con reparto di isolamento tende ad annullarsi qualora vengano rispettate le raccomandazioni vigenti.

Quali sono i sintomi?
Inizialmente i sintomi sono aspecifici, rendendo molto difficile la diagnosi clinica. La malattia è spesso caratterizzata da un improvviso accesso di febbre, astenia, dolore muscolare, cefalea e mal di gola. Questi sintomi possono essere seguiti da vomito, diarrea, eritemi, funzione renale ed epatica compromesse e, in alcuni casi, fenomeni emorragici che includono sanguinamenti dal naso, vomito ematico, diarrea mista a sangue, emorragie interne e congiuntiviti emorragiche. Tuttavia, le emorragie si riscontrano in meno del 50% dei casi. I sintomi possono manifestarsi da 2 a 21 giorni dopo il contatto, con un picco tra il settimo e il quattordicesimo giorno.

Come viene curata la malattia da virus Ebola?
Non c'è trattamento specifico o vaccino disponibile che abbia un'efficacia testata sugli esseri umani e sia stato registrato per l'utilizzo sui pazienti. Il trattamento standard per l'Ebola è limitato a una terapia di supporto sintomatico che consiste nell'idratare il paziente, nel mantenerlo ossigenato e con un livello di pressione arteriosa adeguata, nel fornire un'alimentazione altamente nutritiva e nel trattarlo con antibiotici e antimalarici (laddove la malattia esiste) per prevenire ulteriori infezioni. Il trattamento di supporto può aiutare il paziente a vivere più a lungo, e questo tempo supplementare potrebbe essere esattamente ciò di cui il sistema immunitario del paziente ha bisogno per cominciare a combattere il virus.

Esiste una terapia specifica?
Non esiste alcuna terapia specifica per curare questa malattia. Il trattamento sintomatico (idratazione, antibiotici) aumenta la probabilità di sopravvivenza del paziente e supporta il sistema immunitario nella sua risposta alla malattia.

A che punto sono le sperimentazioni di nuovi farmaci?
Al momento ci sono due farmaci sperimentali: lo ZMapp, che è un cocktail di tre anticorpi differenti, ed è stato sviluppato dalla biofarmaceutica Mapp, una piccola società di San Diego, con il finanziamento da parte degli Stati Uniti e dei governi canadesi. Secondo quanto scritto sul sito dei Cdc (Centers of Disease and Control di Atlanta) sarebbero però disponibili dosi solo per un numero molto limitato di trattamenti. Il secondo farmaco sperimentale si chiama brincidofovir, sviluppato dalla società di biotecnologie Chimerix. La Food and Drug Administration ha accettato di rendere il farmaco disponibile per il trattamento di Ebola in caso di emergenza, anche se non è mai stato testato sull'uomo né su animali. Allo stato attuale solo gli esperimenti di laboratorio suggeriscono che il farmaco possa essere efficace.

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