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Questo articolo è stato pubblicato il 18 marzo 2011 alle ore 16:02.

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Sean Parker (Bloomberg)Sean Parker (Bloomberg)

Per Sean Parker è una rivincita e ha il gusto del riscatto dopo una sconfitta annunciata troppo presto. L'ex fondatore di Napster ha raggiunto una ricchezza stimata di 1,6 miliardi di dollari. E, secondo il Wall Street Journal, fa parte di un gruppo di investitori che ha avanzato un'offerta per acquistare la casa discografica Warner Music. È una situazione ribaltata rispetto a dieci anni fa, quando Parker era una giovane promessa dell'informatica che costruisce con un amico, Shawn Fanning, una archivio online dove gli utenti condividono e scaricano brani musicali senza pagare nulla.

Era Napster, un software con architettura «peer to peer». Conquista in poco tempo un successo globale. Ma fu proprio la Warner con altre major a fare causa per violazione del copyright. Parker sognava la quotazione in borsa, ma è costretto a chiudere. Non molla, e si rialza: è tra i primi a intuire il successo di Facebook e a investire nel social network. Diventa miliardario. Torna a confrontarsi con la Warner: questa volta non è sul banco degli imputati in un tribunale, ma fa parte di un gruppo che è interessato a rilevarla. Eppure negli ultimi anni l'espansione della musica digitale ha favorito non poche ribaltamenti di ruolo. E sottili vendette.

Dopo la chiusura di Napster decollò un altro megacontenitore per il download di brani attraverso una rete di utenti: era Kazaa. A lanciarlo fu una coppia storica dell'hitech, Niklas Zennstroem e Janus Friis. Anche loro devono chiudere le operazioni sotto la pressione delle case discografiche. Ma la loro esperienza nello sviluppo di un software peer to peer sarà decisiva per fondare Skype, utilizzato per chiamate tra utenti attraverso internet: sarà venduto al colosso delle aste online eBay con un accordo da 2,6 miliardi di dollari.

Rock, jazz e hiphop sono il punto di partenza per il ritorno di Steve Jobs, fondatore di Apple. Negli anni Ottanta viene messo alla porta dalla sua azienda. Rientra una decina di anni dopo, ma ha bisogno di un sostegno finanziario per salvare la sua società indebitata.E bussa alla porta dell'ex rivale Bill Gates, anima dei sistemi operativi Ms-dos e Windows. È un'alleanza che solleva polemiche nella platea di fan della Apple. Ma Steve Jobs può rimettere in moto la creatività. E il primo successo inatteso dal mercato è proprio ipod, il lettore digitale collegato con il software iTunes che costruisce un ambiente legale per acquistare musica online.

Di recente la grande trasformazione alimentata da internet attraversa anche l'editoria. E sono possibili rivincite fino a pochi anni fa impensabili. Tina Brown è una giornalista che ha lavorato a Vanity Fair e al New Yorker. Non guarda il web come una minaccia per la sua professione. Fiuta un'opportunità e abbandona la sua redazione: fonda una rivista online, Daily Beast, dedicata alla politica e all'attualità. Pochi mesi fa ha acquistato per la cifra simbolica di un dollaro il settimanale Newsweek, tempio della carta stampata.

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