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Questo articolo è stato pubblicato il 11 maggio 2011 alle ore 07:57.

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Sono ben lontani gli anni in cui Bill Gates snobbava internet come uno strumento senza prospettiva. Oggi Microsoft è arrivata a mettere sul piatto 8,5 miliardi di dollari, nella maggior acquisizione effettuata nei suoi 36 anni di storia, per accaparrarsi Skype, il campione della telefonia a basso costo su internet. Una cifra la cui entità ha fatto alzare più d'un sopracciglio, ma che sembra sancire definitivamente una strategia a 360 gradi tra pc, mobilità e gaming, che potrebbe adesso ruotare proprio attorno a Skype. E che soprattutto consolida la controffensiva di Redmond contro Google e Apple sui terreni della telefonia mobile e di internet.

La società di telefonia Voip sembrava destinata a un'Ipo che avrebbe potuto segnare una nuova ondata di quotazioni di società internet. Ma la procedura si era arenata la scorsa settimana di fronte a presunte trattative con Google e Facebook, che in realtà sembra non siano mai state concrete. Solo nel fine settimana sono emerse le indiscrezioni su quella che era la vera candidata, che da metà aprile trattava con gli investitori istituzionali che detenevano la quota di maggioranza di Skype, che si è avvalsa di Goldman Sachs e JP Morgan come advisor.

Così ieri mattina, ora della West Coast, il ceo di Microsoft Steve Ballmer, insieme al ceo di Skype Tony Bates che diventerà il responsabile della nuova divisione Microsoft Skype, ha ufficializzato l'acquisizione da 8,5 miliardi in contanti, debito compreso (686 milioni di dollari a fine 2010). L'operazione - ha spiegato – conferma la determinazione del gruppo a puntare sulle tecnologie di comunicazione che sono state «il fulcro della crescita di Microsoft negli ultimi anni» attraverso l'acquisto di un'azienda che nel campo della comunicazione ha «costruito un business reale».
Skype, lanciata nel 2003 da Niklas Zennstrom e Janus Friis, ha un fatturato che nel 2010 è cresciuto del 20% a 860 milioni di dollari, con un Ebitda di 264 milioni (+40%) e una perdita netta di 7 milioni. Oggi vanta 560 milioni di utenti registrati con 124 milioni attivi su base mensile. La difficoltà è stata sempre quella di "monetizzare" questa schiera di utenti, attratti dalle telefonate a basso costo su internet. I servizi commerciali a pagamento hanno conquistato in media solo 8,1 milioni di clienti, una quota modesta del 6,5% della base attiva.

«Permetteremo ai consumatori di comunicare in tempo reale, con strumenti e community diverse», ha proseguito Ballmer annunciando l'integrazione dei servizi Skype nelle diverse piattaforme di Microsoft. A partire dalla Kinect, la console Xbox gestuale che con la telecamera, il microfono e la connessione a internet sembra fatta apposta per portare le videotelefonate di Skype nei salotti di dieci milioni di famiglie. La stessa Xbox può coniugarsi con Windows Live Messenger trasformandosi in una chat video in tempo reale: già oggi il 40% delle telefonate via Skype coinvolgono il video. Con le sue offerte di telefonia economica Skype ha fatto breccia, anche in Italia, tra le piccole e medie aziende, un comparto in cui Microsoft punta a crescere con l'integrazione dentro Lync, la soluzione di Unified communications per aziende.

Probabilmente la ragione principale che giustifica un prezzo così elevato – più del doppio delle valutazioni dell'Ipo che si aggiravano tra 3 e 4 miliardi di dollari – risiede nel rilancio della strategia di mobilità di Microsoft, che ha recentemente stretto un'alleanza strategica con Nokia per sviluppare il sistema operativo per gli smartphone di quello che rimane il primo produttore mondiale di telefonini. I cellulari con Windows 7 dovrebbero arrivare sul mercato per fine anno, per contrastare la leadership di Apple con l'iPhone e l'ascesa di Google con Android. E Microsoft è fermamente intenzionata a non perdere il treno delle piattaforme di comunicazione emergenti, Google Voice e Facetime di Apple.

Microsoft ha accusato al Nasdaq i timori legati al prezzo eccessivo con una perdita attorno all'1%. Nel 2009 eBay, che non era mai riuscita a integrare Skype, aveva ceduto il 70% a un gruppo di investitori (tra cui il fondo Andressen Horowitz) sulla base di una valutazione pari a 2,5 miliardi di dollari. L'operazione di ieri ha quindi rappresentato una rivincita per Marc Andressen, l'imprenditore internet che aveva creato Netscape, il browser internet che era stato messo fuori mercato da Microsoft con il suo Explorer e uno strascico di cause. Ora Andressen, che con il suo fondo aveva scommesso su Skype esce con un plusvalenza secca di 205 milioni di dollari.

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