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Questo articolo è stato pubblicato il 03 giugno 2011 alle ore 17:07.
Computex Windows 8 start menu
Come ampiamente previsto, ieri è stato il giorno del battesimo ufficiale di Windows 8 - ma questo è solo il nome in codice del nuovo sistema operativo - in edizione tavoletta. A togliere i veli al software che dovrebbe mettere Microsoft in condizione di battagliare seriamente con Apple e il suo iOs per iPad è stato il numero uno della divisione Windows Steven Sinofsky in occasione della D9 Conference ancora in corso a Rancho Palos Verdes, in California. Al Computex di Taipei, invece, è toccato al Vice President Mike Angiulo mostrarne le funzionalità a bordo di tablet, notebook e desktop marchiati Dell, Asus e Quanta Computer.
Due le peculiarità, più o meno note, del nuovo Windows per tablet: l'interfaccia touch che ricorda molto quella di Windows Phone, e tale dotazione riporta d'attualità la volontà del gigante di Redmond di creare un unico ambiente operativo per tutti i device connessi a Internet (pc, smartphone e tablet in primis), e un application store dedicato, di cui si è visto eloquente traccia nel video mostrato alla platea da Sinofsky. I computer in miniatura che vedremo da inizio 2012 in avanti avranno quindi l'impronta grafica e l'usabilità dell'interfaccia vista per la prima volta in Windows Phone 7 e questa è già di per sé una piccola svolta da parte di Microsoft, che aveva inizialmente "imposto" ai produttori di tavolette l'uso della versione per pc di Seven.
Non che questa caratteristica cancelli del tutto la possibilità che i tablet "made in Redmond" possano beneficiare di mouse e tastiera in caso di uso intensivo da postazione fissa ma è ormai certo che uno dei tratti distintivi di Windows 8 non saranno le classiche icone bensì le schede colorate dinamiche correlate ad applicazioni e aree tematiche ammirate soprattutto nel nuovo Windows Phone "Mango". In poche parole, come ha osservato qualcuno, sono i primi seri tentativi di dare vita a un ecosistema in stile Apple, partendo dal software operativo per arrivare al browser (Internet Explorer 10) senza ovviamente dimenticare gli standard Web più diffusi (vedi l'Html 5). La battaglia che aspetta Microsoft, e lo dicono i numeri attuali e futuri del segmento tablet (Gartner, addirittura, esclude Windows dall'elenco degli Os che si divideranno la parte il mercato da qui al 2015), è come noto tutt'altro che facile. Un punto a favore di Redmon è in tal senso la possibilità per la nuova piattaforma di operare sia in computer con a bordo processori a tecnologia x86 (Intel o And) che in tablet basati su chip Arm. Dopo le anticipazioni esibite da Intel in questi giorni al Computex, dove la casa di Santa Clara ha messo in mostra anche i primi prototipi di ultrabook (e cioè portatili ultraleggeri ad alte prestazioni), vanno registrati gli annunci delle ultime ore a firma di
Qualcomm e Texas Instruments. Le due compagnie hanno presentato infatti i primi processori dual core (in futuro seguiranno quelli a quattro cervelli) e Soc (Systems on chip) ad architettura Arm dedicati a Windows 8, nel segno di frequenze di clock particolarmente elevate e della migliore efficienza energetica (legata alla capacità del nuovo sistema operativo di gestire i core del processore separatamente, riducendo di conseguenza i consumi). Lo scenario di mercato: più tablet che non pc entro i prossimi anni? Il problema, per Microsoft e Google, è convincere i consumatori che il "pacchetto" Windows o quello di Android possa essere migliore, dispositivo ovviamente compreso, a quello che propone Apple. A Cupertino sanno di aver al momento il favore dell'utenza (e non solo di quella consumer) e si sbilanciano pure, come pare abbia fatto nelle ultime ore (parlando con gli analisti di Goldman Sachs) il numero due della società Tim Cook, in predizioni probabilmente eccessive. Affermare che i tablet sono destinati a sorpassare i pc in termini di vendite nei prossimi anni – e su queste lunghezze d'onda si era espresso al Computex due giorni fa il Ceo di Nvidia – è lecito ma la realtà dice che oggi (2011) le tavolette costituiscono suppergiù un quinto della domanda di computer tradizionali. Nel 2012, quando il venduto dei tablet potrebbe essere di oltre 150 milioni di unità, lo scenario potrebbe in effetti già essere ben differente.
Resta da capire quanto di questo business sarà appannaggio dei produttori che hanno sposato la causa di Android, di quelli che scommetteranno su Windows 8 e di chi correrà in proprio (vedi Hp con il suo WebOs). Stando a Jp Morgan le varie Samsung, Motorola, Acer e Research in Motion hanno ridotto gli iniziali piani di produzione per i rispettivi tablet, a quanto sembra nell'ordine del 10% a salire, perché resesi conto di aver abbondato per eccesso nella stima del possibile venduto per il 2011. Le uniche ad aver mantenuto invariati le pianificazioni di inizio anno sarebbero Htc, Lg e guarda caso proprio Apple (nonostante il tanto discusso problema dello shortage di componenti e prodotto finito dovuti rispettivamente al terremoto in Giappone e all'incendio della fabbrica della Foxconn che produce una parte degli iPad 2). Nel gioco, a volte perverso, dei numeri, Jp Morgan ha delineato questo possibile scenario in termini di unità prodotte per quest'anno: 38 milioni di iPad), otto milioni di Iconia (Acer) e 6,5 milioni di Galaxy Tab (Samsung). Apple porterebbe nei negozi poco meno di 30 milioni di pezzi, il 62% del totale. Ai produttori di tablet Android dovrebbe andare circa il 30%. Windows 8, dal 2012, deve partire da qui.
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