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Questo articolo è stato pubblicato il 02 ottobre 2011 alle ore 08:18.

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Certo, fa molto film di fantascienza pensare al magazzino che di notte si anima, con i robot che si mettono in azione per spostare i pallet e preparare le spedizioni del giorno dopo. O vedere i sistemi di smistamento che portano la merce direttamente alle bocche di uscita, a seconda della destinazione: questo in Cina, quest'altro negli Stati Uniti. O assistere allo scarico automatizzato di un tir, dove l'unico intervento umano è schiacciare il tasto di un computer. Eppure è tutto vero. L'hi-tech, oggi, offre questo e altro. «Poi, però», dice Gino Marchet, professore di logistica al Politecnico di Milano, «bisogna vedere se conviene. Le aziende guardano al conto economico. Devono ripagarsi l'investimento».
Marchet preferisce stare con i piedi per terra. Tuttavia è convinto che le imprese italiane, in fatto di automazione del cosiddetto fine linea, non siano per niente messe male. Anzi. «Nei magazzini dove si spostano pallet l'automazione è ormai consolidata», spiega. «La standardizzazione delle misure degli stessi pallet, d'altronde, favorisce soluzioni di grande praticità, a partire dall'installazione dei trasloelevatori che corrono in orizzontale e verticale. La nuova frontiera tecnologica è nella movimentazione di oggetti piccoli, come le scatole di pasta, quello che in gergo viene chiamato "picking". Qui occorre la massima flessibilità. Ma ovviamente i vantaggi delle soluzioni automatizzate sono strettamente legati ai quantitativi da muovere».
A favore gioca l'evoluzione delle tecnologie, che consentirà un progressivo abbattimento dei costi. «L'Rfid, il sistema di identificazione in radiofrequenza, per esempio – continua Marchet – avrà sicuramente un forte sviluppo, anche perché su un tag applicato a un cartone è possibile inserire molte più informazioni che su un semplice codice a barre». E i robot? «Ottimi, ma si torna al solito discorso: la convenienza. E poi attenzione: i robot non fanno tutto da soli, vanno pur sempre dove li conduce l'uomo». Giusto: la logistica deve avere una logica. (s.man.)
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