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Questo articolo è stato pubblicato il 26 ottobre 2011 alle ore 18:20.
Nokia e la difficile sfida dei Windows phone
L'annuncio in grande stile di Nokia è di quelle destinati a rimanere nell'aria per molto tempo. Stephen Elop ha tenuto banco nel presentare i primi due Windows Phone 7, che sanciscono il passaggio generazionale della società finlandese guidata dal Ceo a stelle e strisce che abbraccia un'azienda statunitense.
Il corteggiamento tra Espoo e Redmond è in atto da qualche anno ed è stato cadenzato da accordi di varia natura per portare in campo "mobile" la piattaforma Exchange e quella Office. Dopo qualche rosa, è arrivato l'anello di fidanzamento con l'ufficializzazione a inizio anno della partnership siglata da Elop e Steve Ballmer e ora il matrimonio ufficiale, con i primi nati.
Due per la precisione: i Lumia 710 e 800, alfieri del sistema operativo di Microsoft. Sono un po' diversi da quanto ci si poteva attendere: linee tutto sommato tradizionali per Nokia, interfaccia identica agli altri Windows Phone. Su questo punto vale la pena di soffermarsi, perché nelle elucubrazioni iniziali sull'unione delle due aziende aveva colpito la libertà concessa a Nokia di modificare ampiamente l'Os, menu compresi. Una possibilità negata agli altri produttori già impegnati sulla piattaforma. Il primo approdo di Wp7 sui telefoni finlandesi è sostanzialmente in linea con quanto già visto su altri dispositivi.
Forse per non avversare troppo gli altri produttori, forse per accelerare i tempi, forse per prendere confidenza con il sistema operativo, fatto sta che questa aspettativa non ha trovato (per ora) un riscontro concreto. Ma è proprio uguale agli altri? A nostro avviso no. C'è una funzione che rende i modelli di Nokia unici: la presenza del Drive, il software di navigazione gratuito made in finlandia, è già garanzia di successo perché tampona una lacuna storica di Windows Phone (a pagamento c'è però l'app di Navigon). Se non bastasse quella del brand e del prezzo aggressivo: meno di 500 euro per la fascia alta, addirittura sotto a 300 il Lumia 710. E poi la personalizzazione dell'interfaccia Metro è solo rimandata a un prossimo futuro, quando cioè Nokia potrà iniziare a cogliere i frutti di quanto sta facendo.
Due le considerazioni che ci fanno intravedere un futuro roseo per il connubio. Innanzi tutto il produttore finlandese "sa" fare i telefonini, è la sua specialità, e il know-how che offre a Microsoft è di quelli da non farsi sfuggire. Non è un caso che i Lumia abbiano atteso la release Mango, ben più matura delle precedenti, per debuttare. Ciò che in Redmond si può apprendere dagli uffici di Espoo è più importante di un semplice dispositivo. Seconda questione, Windows Phone è fatto bene. Bello nella grafica, uno dei più riusciti a livello estetico, e potente nelle funzioni, perché c'è solo da imparare su come gestisce l'integrazione tra contatti e social network e su come le applicazioni comunicano tra loro e non sono appartamenti separati su un unico terreno. La versione 7.5 ha molte frecce nel suo arco e può centrare senza grossi problemi l'obiettivo: diventare la terza grande forza nel mercato degli smartphone. Nokia può fornire l'occasione di ampliare il pubblico raggiunto dall'Os, che può così crescere in numero di applicazioni (oltre 30mila quelle disponibili oggi) e in dimensioni dell'ecosistema. Microsoft è inoltre un solido partner, che sa come assistere gli Oem (l'ha imparato dai computer) e si appresta a trasformare i menu Metro nel nuovo cavallo di battaglia per sfondare sulla prossima generazione di tablet e Pc con Windows 8. Questo non fa altro che generare un circolo virtuoso nel quale tavolette multimediali e telefonini saranno accumunati da un'unica esperienza d'uso e dal collante garantito da Html5.
Nel frattempo, l'azienda finlandese avrà preso pratica con la nuova piattaforma, avrà capito come giostrarsi tra Symbian (oggi con una diffusione invidiabile in tutti i Paesi e quindi da non sottovalutare) e Windows Phone, avrà consolidato e collaudato l'approccio con gli sviluppatori già pronti a cambiare framework di lavoro e potrà avere nuovi spazi di sviluppo del business. Sì, perché per entrambe le aziende l'annuncio di Elop rappresenta l'alba di un nuovo giorno, che potrebbe vedere il ritorno di Nokia e Microsoft al centro dell'attenzione nel comparto degli smartphone, rubando (almeno un po') la scenda ad Android e iOS.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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