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Questo articolo è stato pubblicato il 02 settembre 2012 alle ore 08:19.

i blockbuster del gaming che fanno i grandi numeri
Mattoni da mettere di notte. Minecraft assomiglia al migliore Second Life, quello senza gli intellettuali, la zona a luci rosse e i politici. Un mondo squadrato, da videogame a otto bit, da costruire mattone dopo mattone, pixel dopo pixel. Si parte da zero, di giorno si lavora di notte meglio stare nascosti, perché la terra si popola di zombie. Pubblicato nel 2009 da Mojang se non il più ricco è il più interessante indie games di successo. Da tre anni sviluppatori ci lavorano per migliorarlo, aggiungendo modalità di gioco, feature e nuove avventure. Su Xbox 360 sono in 3,6 milioni a usare questa "scatola degli attrezzi". Su smartphone e pc si arriva oltre 15 milioni di giocatori.
Collaborare conta. NCsoft è tra i migliori publisher (e costruttori) di giochi online multigiocatore di massa (Mmo). La settimana scorsa ha debuttato Guild Wars 2. Prima del lancio 400mila giocatori collegati contemporaneamente hanno affollato i server di Gw2. Cinque anni di sviluppo, ambientazione fantasy, molta cura nei dettagli, cinque razze piuttosto interessanti (Asura, Charr, Umano, Norn e Sylvari), ma un gameplay che non rappresenta una rivoluzione del genere. Il gioco non chiede abbonamento, ma ha al suo interno un sistema di micro-transazioni. Un consiglio: all'interno di Tyria – il mondo di Gw2 – è meglio collaborare.
All'origine del Mmorpg. Se non fosse nato World of Warcraft, non sarebbero esistiti i mondi virtuali. Quello di Blizzard è l'unico mmorpg (gioco di ruolo di massa) che ha avuto successo anche dal punto di vista commerciale. Nato nel 2004, nei "primi" otto anni di vita ha raggiunto picchi di 12 milioni di giocatori attivi. La quarta espansione del gioco, Mists of Pandaria, arriverà alla fine di settembre. Una nota a parte merita Diablo 3, sempre di Blizzard. Precursore del genere, ad agosto ha raggiunto 10 milioni di copie. In pochi ci avrebbero scommesso, come per Wow per entrare in questi universi online ci vuole un pc. È la dimostrazione che i mondi virtuali commerciali continuano ad attrarre non solo la generazione nata con il mouse.
Il modello alternativo. Chi ha osato allontanarsi dal genere Fantasy è Funcom che, con Electronic Arts, ha lanciato a luglio The Secret World per pc e Xbox 360. Il debutto non è andato benissimo, tanto che ormai i produttori di mondi virtuali stanno ragionando su universi più piccoli e meno costosi. Con logiche alla Zynga, ovvero costruiti per adattarsi quasi in tempo reale ai gusti e alle necessità dei giocatori. La frontierà è proprio quella. Un incrocio tra Farmville e World of Warcraft. Magari anche multipiattaforma e con tempi di apprendimento più brevi. Di solito in questo tipo di avventure si comincia a fare amicizia e a divertirsi non prima di una decina di ore di esperienza videoludica.
(Schede a cura di Luca Tremolada)

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