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Questo articolo è stato pubblicato il 05 maggio 2013 alle ore 16:54.

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Negli Stati Uniti inizia un processo che vuole segnare uno spartiacque: ha come imputato un pirata informatico, Hamza Bendelladj, ricercato da anni. L'accusa è di aver partecipato al network criminale di SpyEye per sottrarre informazioni personali e denaro da conti correnti online. È stato catturato in Thailandia lo scorso gennaio e poi estradato negli Stati Uniti dove gestiva una rete costruita per compiere furti attraverso un server ad Atlanta. Rischia una punizione esemplare: fino a 30 anni di carcere e di dover pagare 14 milioni di dollari.

Bendelladj ha 24 anni ed è di origini algerine. Aveva scelto come soprannome "Bx1". Secondo i documenti depositati alla corte distrettuale del distretto settentrionale della Georgia deve rispondere di 23 imputazioni. Le indagini hanno rivelato che ha contribuito a elaborare, diffondere e vendere SpyEye: per anni il malware è stato una minaccia alla sicurezza degli utenti su internet, ma di recente ha registrato una diminuzione delle attività grazie a operazioni di monitoraggio e di contrasto.

Tradito dalle discussioni sul web
Il pirata informatico frequentava un forum che riunisce i carders: sono criminali specializzati in truffe. E a tradirlo sono state anche alcune discussioni pubbliche online che hanno permesso di risalire alla sua identità. Bendelladj non ha agito da solo, ma ha avuto il sostegno di un complice non ancora identificato e conosciuto con il soprannome di "Gribodemon": è un talento del software che ha gettato le basi di SpyEye.

Il business dei furti digitali
Quella di SpyEye è una filiera criminale: viene venduto al prezzo di alcune migliaia di dollari e può essere adattato per portare a termine truffe ad ampio raggio. Bendelladj era impegnato anche nella progettazione di "web injects". Il server che gestiva poteva attaccare circa 200 istituzioni finanziarie.

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