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Questo articolo è stato pubblicato il 20 ottobre 2013 alle ore 08:53.

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L'Italia non è nuova a dimenticarsi di avere in casa capitali intellettuali e scientifici dal grande potenziale. Un "mood" scandagliato molto bene da Daniela Minerva e Silvio Monfardini nel nuovo loro libro (qui sotto) che ha come sottotitolo "La ricerca biomedica in Italia: un'occasione sprecata". Gli autori, ricostruendo la storia della ricerca farmaceutica italiana – dalla Montedison alla Farmitalia fino ai centri di ricerca sul cancro – spiegano perchè il nostro Paese è escluso dal grande business della farmaceutica mondiale, spingendoci fuori dalla modernità oltre che dal gotha della ricerca scientifica. Eppure anche oggi le opportunità all'interno dei nostri confini ci sono, soprattutto in un settore ad alta tecnologia come il biotech.
E la Prima edizione della Settimana europea delle biotecnologie che si è da poco conclusa ha permesso di fare un viaggio nel mondo biotech attraverso le esperienze e la professionalità di testimoni del settore.
Molmed – nata nel 1996 come spin off univesitario con l'obiettivo di creare una struttura Gmp (Good manufactoring practice) all'avanguardia specializzata nella terapia genica e cellulare – è una delle 14 realtà che ha aperto le porte anche ai non-addetti ai lavori. Ed è un esempio di come in Italia si possa fare ricerca d'eccellenza, svilupparla con il sostegno di investitori, confrontandosi in maniera autorevole con la comunità scientifica internazionale, visto che è di due giorni fa la notizia dell'arruolamento del primo paziente negli Stati Uniti, fatto che dà inizio all'espansione cross-Atlantica dello studio clinico per la registrazione della terapia genica con cellule TK – farmaco nato nei laboratori Molmed – nei pazienti con leucemie ad alto rischio.
Lo studio, già in corso nei paesi europei, prevede l'arruolamento dei pazienti in 16 centri clinici in Europa, Stati Uniti e Israele. Sulla base dei dati di efficacia, di sicurezza e grazie alla designazione di farmaco orfano, la Società prevede di presentare la richiesta per la "Conditional marketing approval" all'European medicine agency (Ema) entro quest'anno, con successiva estensione negli Usa.
Claudio Bordignon, presidente e amministratore delegato di MolMed, commenta: «Il trattamento con cellule TK del primo paziente negli Stati Uniti apre una nuova frontiera per la diffusione della tecnologia di MolMed. Una tecnologia che porta un contributo importante e originale alla soluzione del problema della difficoltà di identificare un donatore per ogni paziente candidato al trapianto di midollo per le forme più gravi di leucemia acuta». TK è una terapia cellulare, basata sull'impiego di linfociti T geneticamente modificati in cui è stato inserito un "gene suicida". Queste cellule vengono utilizzate in associazione al trapianto di cellule staminali ematopoietiche per il trattamento di leucemie ad alto rischio. La terapia TK permette così di eliminare l'immunosoppressione post trapianto accelerando la ricostituzione immunitaria e controllando le conseguenze immunologiche della disparità genetica con il donatore.
Nel portafoglio-prodotti di MolMed c'è anche un altro antitumorale in sperimentazione clinica. Si tratta di Ngr-hTnf, un nuovo agente mirato ai vasi sanguigni tumorali, in fase III nel mesotelioma pleurico maligno e in fase II in altre sei indicazioni: carcinomi del colon-retto, del fegato, del polmone a piccole cellule, del polmone non microcitico e dell'ovaio, e nei sarcomi dei tessuti molli. L'alta specializzazione nella terapia genica e cellulare della biotech milanese, che tra l'altro ha una "quota rosa" importante all'interno dei laboratori (circa l'80% sono donne), e il 70% è laurato, diventa strategica anche per sviluppare conto terzi cure contro malattie rare per esempio per Telethon e la Big Pharma GlaxoSmithKline, che altrimenti avrebbero dovuto rivolgersi fuori dai nostri confini.
Un caso quello di Molmed che all'estero porta le aziende a essere casi di successo.
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Profilo. MolMed ha sede a Milano, presso il Parco Scientifico Biomedico San Raffaele.
Le azioni della Società Mlm sono quotate al Mta gestito da Borsa Italiana

un'altra occasione persa?
Il bagnino e i samurai. La ricerca biomedica in Italia: un'occasione mancata, edito da Codice, è scritto da Daniela Minerva e Silvio Monfardini. Gli autori si interrogano sul perchè l'Italia è esclusa dal grande business della farmaceutica mondiale.

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