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Questo articolo è stato pubblicato il 25 ottobre 2013 alle ore 20:03.
L'ultima modifica è del 26 ottobre 2013 alle ore 16:10.

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Le startup innovative restano pochine mentre l'ecosistema di incubatori, acceleratori, parchi scientifici e spazi di coworking continua a crescere anche se pare quantomeno sovradimensionato. Quello che emerge dalla fotografia dagli Osservatori del Politecnico di Milano è una immagine che risente davvero di vizi e virtù tutte italiane. Vediamo i numeri nel dettaglio. Sono 1227 le startup innovative in Italia (registrate nelle camere di commercio in base al decreto sviluppo dell'ex ministro Passera), 113 le startup hi-tech finanziate, 97 gli incubatori e acceleratori (64 pubblici e 33 privati), 32 gli investitori istituzionali (6 pubblici e 26 privati), 40 i parchi scientifici e tecnologici (37 pubblici e 3 privati), 65 gli spazi di coworking e 33 le competizioni dedicate alle startup. Se aggiungiamo gli oltre 30 portali online di crowdfunding (non solo equity) possiamo grossolanamente concludere che ci sono oltre 200 luoghi in competizione per contendersi lo sviluppo e l'accudimento di poco più di un migliaio di startup. Per dirla in altro modo, gli imprenditori innovatori che scelgono l'Italia per crescere possono contare su numerosi soggetti da cui trarre insegnamento. Ma al tempo stesso su pochi capitali. Nel corso del 2012, si legge nel rapporto, sono stati investiti complessivamente 112 milioni di euro in startup hi-tech e per il 2013 si stimano investimenti per altri 110 milioni di euro.

Quello del Politecnino di Milano (insieme all'associazione Italia Startup) è il primo osservatorio permanente che nasce anche come aggiornamento del rapporto Restart Italia!, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico. «Da un anno a questa parte - ha commentato Stefano Firpo, capo della Segreteria tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico - l'Italia è diventata un Paese più ospitale per le startup innovative.Grazie al Decreto Crescita Bis - che a dicembre giungerà a piena e completa attuazione con la definitiva autorizzazione da parte delle istituzioni europee sulle agevolazioni agli investimenti in startup - chi intende avviare un'impresa innovativa ha la vita più facile». «I tempi sono maturi perché l'Italia diventi anche un Paese più attrattivo per capitali e talenti esteri - ha proseguito in una nota Firpo -. Il programma Destinazione Italia mira proprio a raggiungere questo ambizioso obiettivo, e l'imminente messa a punto di un meccanismo accelerato per la concessione di "Visti Startup" rappresenta un passo concreto in questa direzione».

Entrando più nel dettaglio dei dati, le startup innovative sono per il 50% localizzate al nord, per il 36% al centro e per il 14% al sud. Ben 232 hanno sede in Lombardia, 135 in Emilia-Romagna, 120 nel Lazio, 113 in Veneto, 111 in Piemonte, 92 in Toscana. Le startup finanziate hanno per il 46% sede al nord, per il 26% al centro e per il 28% al sud (39 funded startup sono lombarde, 17 venete, 11 campane, 10 laziali, 7 toscane, 6 sarde). Complessivamente nel 2012 sono stati investiti 112 milioni di euro in startup hi-tech. Per il 2013 si stima un valore di investimenti complessivi di 110 milioni di euro. Nel 2012 il 70% degli investimenti nelle startup hi-tech è stato effettuato da Investitori istituzionali, mentre il restante 30% fa capo a Business Angel, Family Office e Incubatori/Acceleratori. Osservando la distribuzione degli investimenti sui settori di appartenenza delle startup, il 73% ha un focus sull' ICT, il 16% nell'energia e nelle rinnovabili, il 9% nelle Life Science.

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