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Questo articolo è stato pubblicato il 27 dicembre 2013 alle ore 15:58.

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Tra successi e declini, tra acquisizioni e passaggi di consegne, il 2013 ha sconvolto alcuni panorami ritenuti, a quanto pare a torto, inossidabili fino a qualche anno fa. Vediamo cosa è successo di particolarmente rilevante durante l'anno che sta per concludersi nel settore dell'hi-tech.

Hanno fatto notizia soprattutto lo shopping di Google, Apple e Yahoo! (che ha rilevato Tumblr e Flickr), così come il nuovo corso di BlackBerry. Ha poi lasciato il segno il tramonto dell'epoca Microsoft, sancito in particolare dal mancato successo del nuovo sistema operativo Windows 8. Dopo Facebook nel 2012, inoltre, il successo di Twitter in Borsa ha confermato il destino delle società hi-tech nei listini globali. E l'universo dei social network ha portato all'esplosione delle fotografie al centro della Rete. Ecco i fatti principali che hanno scandito il 2013.

Acquisizioni
Piuttosto vivace il mercato delle acquisizioni. Oltre all'asse Microsoft – Nokia anche i competitor si sono dati da fare. Google ha acquisito Bump (condivisione file tra dispositivi mobili), Flutter (riconoscimento dei gesti) , Waze (navigazione) e ha mostrato forte interesse nella robotica. Apple ha risposto con l'acquisizione di Cue (personal assistant) e PrimeSense, società creatrice di Kinect. Chiari messaggi a Google e Microsoft. Le acquisizioni bomba del 2013 restano però quella miliardaria con cui Yahoo! si è accaparrata Tumblr e, di non poco conto, anche i 250milioni di dollari sborsati da Jeff Bezos di Amazon per controllare il Washington Post.

Nokia e BlackBerry
I marchi Lumia, PureView e Asha non battono più bandiera finlandese dallo scorso settembre. Microsoft li ha rilevati insieme a circa 8mila brevetti proprietari per la cifra di 7,17miliardi di dollari (5,45 miliardi di euro). In Canada il destino ha voluto altrimenti: BlackBerry Limited ha cambiato nome, CEO, fornitori e linea di prodotti ma il crollo del fatturato (il terzo trimestre si è chiuso con una perdita di 4miliardi di dollari e il 59% di vendite in meno rispetto al terzo quarto del 2012) non lascia, per l'ennesima volta, molte speranze.

Microsoft e dintorni
Che Detroit non sia più la capitale mondiale dell'automobile ha fatto più scalpore del fatto che Redmond non sia più la capitale mondiale dell'informatica. Il monopolio Microsoft traballa, messo a dura prova da tablet, smartphone e da un nuovo sistema operativo (Windows 8) che non ha suscitato i favori auspicati. La ricerca nel gaming e nel mobile sono pozzi senza fondo e lasciano solo in parte i segni nei registri contabili i quali, con un ricavo trimestrale (luglio – settembre 2013) di 18,53miliardi di dollari e un profitto di 5,24miliardi, sorridono soprattutto in virtù delle royalties pagate da Android, quasi due miliardi di dollari. Negli Usa, stando ai dati Amazon, il re del Natale appena trascorso è stato Google: i Chrome Book sono stati più gettonati di quanto non lo siano stati i prodotti Windows (e Mac). Ne sapremo di più con l'uscita di scena di Windows XP, che andrà ufficialmente in pensione, dopo quasi 13 anni, durante il prossimo mese di aprile.

Apple
Un 2013 ancora tutto da scoprire, anche il bilancio del quarto trimestre fiscale (che a Cupertino si chiude a settembre) è tutto da interpretare. Maggiori ricavi e minori profitti ma al netto degli effetti generati dagli iPhone 5S e 5C che, lanciati sul mercato circa 10 giorni prima della chiusura contabile, devono ancora mostrare il loro potenziale contabile. Un dato su tutti: nell'ultimo trimestre le vendite dell'iPhone sono aumentate vertiginosamente (da 26,9milioni del Q4 2012 a 33,8milioni) mentre quelle di tablet sono rimaste stabili a 14,1 milioni.

IPO
Quella di Twitter è stata l'IPO del 2013. Collocate le azioni a 26 dollari, poche ore dopo l'apertura delle contrattazioni, hanno raggiunto i 50 dollari. Oggi il titolo è scambiato a 73,31 dollari. Un piccolo passo indietro: nel 2012, quando Facebook è entrata nel listino Nasdaq con un prezzo di 38 dollari, l'euforia delle prime ore lo ha spinto a quota 40, per poi scivolare a 18 dollari circa quattro mesi dopo. Oggi un'azione vale 57,7 dollari.

Chi viene e chi va
Stephen Elop, CEO di Nokia, sembra fare parte dell'inventario, continuerà infatti la sua avventura con Microsoft la quale, a sua volta, vedrà partire l'AD Steve Ballmer. Il CEO di Acer, JT Wang, dopo l'ennesimo trimestre tutt'altro che felice, ha rassegnato le proprie dimissioni. Possibilità non concessa a Thorsten Heins, CEO di BlacBerry, silurato dal Consiglio di Amministrazione per gli stessi tragici motivi.

Foto di gruppo
Tra mille incertezze qualcosa di più comprensibile emerge. Il 2013 è stato l'anno della consacrazione delle immagini, soprattutto in ambito social. All'acquisizione di Instagram da parte di Facebook (2012) ha risposto Twitter con il lancio di Vine, ed è stato un batti e ribatti. Vine ha introdotto i video e Instagram lo ha fatto nel giro di pochi mesi. Ed è stato l'anno di SnapChat, l'applicazione che permette di inviare foto visibili solo per una manciata di secondi e che Mark Zuckerberg ha mostrato di gradire, offrendo 3miliardi di dollari per farla sua, senza però riuscire a convincere la giovane azienda di Los Angeles che conta su un traffico compreso tra i 30 e i 50milioni di messaggi scambiati nell'arco delle 24 ore.

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