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Questo articolo è stato pubblicato il 11 dicembre 2012 alle ore 06:40.
In Lucania, c'è anche chi dice no. Come Maria Teresa Lavieri, ex direttore generale del dipartimento di presidenza della Giunta, ex direttore generale alla Formazione, esperta di fondi strutturali e programmazione. La politica le chiede di essere flessibile. Ma lei risponde come il Bartleby di Melville, infilando una serie di "preferirei di no". Risultato: esiliata al consiglio regionale, un'assemblea ormai svuotata di poteri. La realpolitik diessina non ammette ripensamenti. E procede la cooptazione di alti papaveri selezionati tra i fratelli di giudici o figli di magistrati della Corte dei Conti (su 42 dirigenti 17 sono esterni, tutti gratificati quest'anno con un premio di 3,2 milioni). A questo si sommano i debiti da saldare: Ludovico Rossi, ex portavoce di De Filippo, è stato nominato dirigente per l'attuazione del programma. "Dirigente di se stesso" chiosa Gianni Rosa del Pdl, una delle poche voci controcorrente.
Anche i reclutamenti con bando pubblico sono spariti. L'ultimo per l'assunzione negli uffici di giunta risale ai tempi della presidenza Dc di Antonio Boccia (1990-1995). Qualcuno, tutt'altro che a torto, potrebbe essere indotto a nutrire qualche nostalgia per i tempi di Emilio Colombo e della balena bianca. Ma in realtà nulla è da rimpiangere perché nulla è cambiato.
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