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Questo articolo è stato pubblicato il 11 agosto 2010 alle ore 09:54.
Si può avere il monopolio del cielo? È quello che vuole provare a fare la BSkyB di Rupert Murdoch, che ha avviato una battaglia legale contro Skype, colosso delle videocomunicazioni via internet, affermando che la parola "Sky" (che significa, appunto, cielo) inglobata nel nome "Skype", è sua proprietà e quindi non può essere usata da altri.
Skype ha annunciato di voler sbarcare sul Nasdaq alla borsa di New York. L'azione legale di BSkyB - che chiede che quel nome non si possa usare nell'Ue - viene rivelata nei documenti presentati da Skype per annunciare la prevista prima offerta pubblica di azioni (Ipo).
In realtà è dal 2006 che la società di Murdoch si oppone in varie sedi all'uso del nome Skype. Il provider di videotelefonia su internet si oppone all'affermazione di BSkyB, si sottolinea, ricordando che Skype ha ottenuto il diritto di usare il proprio nome in Svizzera, Turchia e Brasile, ma che nell'Unione Europea il caso è ancora aperto, anche se c'è stato un parere preliminare sfavorevole a Skype. E si preannuncia un ricorso «se necessario» alla Corte generale di Giustizia dell'Ue.









