Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 11 maggio 2011 alle ore 07:52.

Che cosa potrebbe persuadere gli investitori che uno scenario del genere è sufficientemente verosimile da indurli a prestare soldi alla Grecia? Per quanto riesco a immaginare io, niente. Ma ricordiamoci che il 6% vorrebbe dire un differenziale di meno di 3 punti percentuali rispetto ai Bund tedeschi. Il rischio di default non deve necessariamente essere molto elevato per rendere tutta la faccenda ben poco allettante.

La Grecia, insomma, è in un circolo vizioso: i creditori sanno che non ha la credibilità necessaria per indebitarsi a tassi sostenibili, e che continuerà a dover fare affidamento su quantità ancora maggiori di finanziamenti da parte degli altri Stati e delle istituzioni internazionali. Ma tutto questo crea una trappola ancora più insidiosa.

Ipotizziamo, per esempio, che metà del debito greco sia detenuto da creditori di alto profilo, come il Fondo monetario internazionale e il Meccanismo europeo di stabilità, che nel 2013 dovrà rimpiazzare l'attuale Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria. Ipotizziamo anche che la riduzione del debito necessaria per garantirsi la possibilità di accedere ai mercati privati del credito a condizioni sostenibili sia del 50% del valore nominale. In questo caso i creditori privati verrebbero spazzati via. Con una minaccia del genere, nessun prestatore sano di mente si sognerebbe di offrire denaro a condizioni sostenibili.

Se vogliamo prendere sul serio l'idea che bisogna escludere una ristrutturazione del debito sotto qualsiasi forma, come ha detto Lorenzo Bini Smaghi, influente membro del comitato direttivo della Banca centrale europea, significa che gli altri Stati e le istituzioni internazionali dovranno finanziare la Grecia a tempo indefinito. E dovranno farlo a condizioni sufficientemente generose da rendere fattibile una riduzione del debito sul lungo periodo. Non è impossibile, ma è un incubo politico: l'azzardo morale implicito in uno scenario del genere sarebbe colossale. La Grecia perderebbe a tempo indefinito e quasi interamente la propria sovranità, e il risentimento raggiungerebbe il livello di guardia dall'una e dall'altra parte. Inoltre, i membri non europei dell'Fmi impedirebbero di garantire al Paese ellenico questa munificenza senza limiti, e il fardello ricadrebbe sugli europei. Difficile che si riesca a mantenere a lungo il consenso necessario.

L'alternativa è una ristrutturazione preventiva del debito, forse già il prossimo anno. I prezzi di mercato ci dicono che è ciò che gli investitori si aspettano: non dovrebbe costituire uno shock. Una ristrutturazione dovrebbe migliorare l'affidabilità creditizia del Paese e incrementare gli incentivi per sostenere un programma di stabilizzazione e riforma. Inoltre, con una ristrutturazione preventiva programmata le autorità avrebbero anche la possibilità di approntare le necessarie misure di supporto per le banche, sia all'interno che all'esterno del Paese.

È una misura molto impopolare, ma l'alternativa sarebbe peggiore. La saga con ogni probabilità non terminerebbe con la Grecia. Anche altri Paesi della periferia - l'Irlanda e il Portogallo, ad esempio - per molto tempo probabilmente non saranno nelle condizioni di accedere ai mercati privati. In nessuno dei due casi c'è la minima garanzia di un ritorno a una situazione dei conti pubblici sana.

I Paesi sovraindebitati in valuta nazionale vedono crescere l'inflazione. Ma i Paesi che si indebitano in valuta straniera vanno in default. Entrando nell'euro, gli Stati membri sono passati dalla prima alla seconda situazione. Se si esclude l'eventualità di una ristrutturazione, gli Stati membri devono finanziarsi e sorvegliarsi a vicenda. Per essere più precisi, i Paesi più grandi e più forti finanzieranno e sorveglieranno quelli più piccoli e più deboli. Peggio ancora: dovranno continuare a farlo finché tutti questi cavalli non impareranno a parlare. È questo il futuro che vogliono?
Copyright The Financial Times Limited 2011(Traduzione di Fabio Galimberti)

Listino azionario italia

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

Principali Indici

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

Shopping24

Dai nostri archivi