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Questo articolo è stato pubblicato il 13 giugno 2011 alle ore 13:19.

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In attesa di conoscere il destino della Grecia (con l'Eurogruppo chiamatoa prendere una decisione sul secondo piano di aiuti, intanto
Standard and Poor's ha annunciato di aver tagliato il rating sovrano a
lungo termine di tre scalini, portandolo da B a CCC) Piazza Affari reagisce al raggiungimento del quorum sul referendum: corrono i titoli delle rinnovabili mentre perdono quota le utilities.

I titoli che beneficiano del "no al nucleare"
Uno dei quesiti riguarda il nucleare e il comparto delle energie alternative è in particole fermento in Borsa: Enel Green Power sale del 3,1%, ma la folta schiera delle rinnovabili è tutta ben comprata, con diverse sospensioni al rialzo. Ergycapital e K.R.Energy sono state fermate dalle contrattazioni per l'ececssiva volatilità con rialzi teorici, rispettivamente, del 14,2% e del 13,1%. E strappa al rialzo anche per Pramac (+11% teorico). Falck Renewables sale del 2,33%. Kerself fa un balzo del 12,59%, Kinexia guadagna il 3,88%, Ternienergia sale del 4,38%. Alerion avanza del 5,07%, mentre Eems guadagna il 6,55%. Maire Tecnimont balza del 7,01 per cento.

Per Citigroup Enel Green Power ha però corso troppo
Enel Green Power corre nonostante venerdì scorso Citigroup ha alzato il target price da 1,5 a 1,8 euro (attualmente quota a 1,92 euro), ma ha confermato la raccomandazione sell. Gli esperti hanno alzato le proprie stime sul gruppo per riflettere, tra gli altri aspetti, «una visione più ottimistica dei prezzi dell'energia sia in Italia che in Spagna». Il margine operativo lordo 2011 è ora visto a 1,475 mld da 1,382 miladi, mentre l'utile netto è stimato a 485 milioni da 446. Ad ogni modo, per gli analisti il titolo tratta a multipli elevati, con un «premio ingiustificato sul settore», a fronte peraltro di uno yield atteso per il 2012 inferiore alla media del comparto.

Titoli in difficoltà con il "no alla privatizzazione dell'acqua"
L'effetto-referendum rimbalza anche sui titoli del settore utility che, a differenza delle società che operano nel comparto delle rinnovabili, sarebbero penalizzati in caso di raggiungimento del quorum. Non a caso sono fra i più venduti oggi a Piazza Affari. Tra questi
Hera (-2,7%), Acea (-1,9%) e Iren (-1,92%).

Intanto, tra gli analisti, c'è chi sta aggiornando i prezzi-obiettivo già scontando il raggiugimento del quorum. In mattinanta Intermonte ha tagliato i target price di Acea (-2,51%), Hera (-2,13%) ed Iren (-2,08%)'. Per Acea il target price viene fissato a 8 euro, da 9,2 euro (rating neutral), per Hera a 1,7 euro da 1,85 (outperform) e per Iren a 1,55 euro da 1,65 (outperform).

La vittoria del "Sì", secondo gli esperti di Equita, sarebbe negativa per le municipalizzate esposte al settore in quanto si creerebbe un periodo in incertezza regolatoria fino all'approvazione del nuovo schema tariffario da parte dell'Authority nominata dal Governo e aumenta il rischio di eliminazione degli extra-profitti (rispetto al puro costo del capitale) oggi consentiti dalla normativa attuale. La più esposta a questo cambiamento - a detta degli esperti di Equita - sarebbe Acea, seguita da Hera e infine da Iren. Assumendo di ridurre del 10% le valutazioni del segmento "Water", secondo gli analisti, l'impatto sarebbe del -9% su Acea, del -4,5% su Hera e del -3,6% su Iren.

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