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Questo articolo è stato pubblicato il 09 novembre 2012 alle ore 10:25.
L'ultima modifica è del 09 novembre 2012 alle ore 06:59.

È passato un anno dal 9 novembre 2011. Data in cui lo spread tra BTp e Bund si impenna per la prima volta oltre quota 500 punti per poi chiudere la giornata a 499 all'indomani di un nuovo roboante ribasso di Piazza Affari (-3,8%). In quello stesso giorno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sorprende tutti nominando senatore a vita il professor Mario Monti. Il giorno dopo il Sole 24 Ore pubblica una copertina di grande impatto e coraggio con il titolo "Fate presto". In un appassionato editoriale il direttore Roberto Napoletano ha spronato il Paese e le istituzioni italiane ed europee a darsi una mossa per compiere le riforme e scegliere una strada condivisa e rapida di uscita dalla crisi.
Da allora, gli eventi hanno subito una forte escalation. Sabato 12 novembre il premier Silvio Berlusconi sale al Colle, sotto una bordata di fischi e proteste, e rassegna le dimissioni. Finisce così il quarto governo della storia politica di Berlusconi. Le consultazioni durano poche ore perché il 14 novembre Monti riceve l'incarico di formare il nuovo governo e assume la guida del Paese.
In un solo anno, da quel "Fate presto", molto è cambiato a guardare gli indicatori finanziari e macroeconomici. Ma c'è ancora molta strada da fare.
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