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Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2013 alle ore 22:47.

Wall Street finisce gennaio con una pausa di riflessione. Gli indici, che nel mese hanno corso sull'onda sopattutto degli utili della Corporate America, hanno ceduto leggermente terreno: lo Standard & Poor's 500 è sceso dello 0,26%, il Dow Jones dello 0,36% e il Nasdaq dello 0,01 per cento.

Il mese, però, passerà ugualmente alla storia per i forti guadagni di Borsa: il Dow, con un aumento del 5,9%, ha messo a segno il miglior gennaio dal 1994, mentre il rialzo del 5,1% nello S&P 500 è stato il più pronunciato dal 1997. Gli indici sono ormai rispettivamente ad una distanza del 2% e del 4% circa dai loro massimi storici.

Tra le ragioni della cautela odierna c'è stata l'attesa per i dati economici di domani sull'occupazione: nell'ultimo mese dovrebbero essere stati creati 165.000 posti di lavoro e il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto invariato al 7,8 per cento. L'economia americana è però reduce da una sorpresa negativa: nel quarto trimestre dell'anno scorso il prodotto interno lordo si è contratto a sorpresa dello 0,1 per cento.

I titoli in ribasso comprendono Ups, che ha presentato conti trimestrali deludenti e perso il 2,4 per cento. In calo anche Dow Chemical, di oltre il 6%, dopo aver annunciato perdite. Time Warner Cable ha ceduto il 12% su un outlook annuale ridimensionato. Rim è caduto del 5% dopo il lancio ieri del nuovo smartphone BlackBerry 10, che ha lasciato gli investitori scettici.

Il mercato è stato scosso anche dalla decisione del governo americano di bloccare, per ragioni antitrust, la fusione da 20 miliardi di dollari tra i colossi della birra Anheuser-Busch e Grupo Modelo. Anheuser voleva rilevare la metà dell'azienda messicana che ancora non possiede. A sostegno del mercato, in chiusura di seduta, è giunta invece dal fronte fiscal la notizia che il Senato si apprestava a ratificare la sospensione del tetto sul debito federale americano per tre mesi, già approvata alla Camera.

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